Le Attività del Jacaranda Center

Trance Dance

Intensivo di Trance Dance - conduttore: Dr. Maurizio D'Agostino

ore 10.00-18.30

Sede: Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per info: 3923800864

 

Cos’è la trancedance

La Trance Dance è una danza totalmente spontanea con musica che evoca suoni tribali e suoni della natura, che attraverso un modo di respirare particolare, permette di entrare in uno stato modificato di coscienza, semplicemente muovendo il corpo e abbandonandosi totalmente alla danza. Durante la Trance Dance c’è il suono del tamburo, che veicola la trance.

La Trance Dance è un’antichissima tecnica di trasformazione e guarigione basata sulla danza spontanea, praticata da sempre dagli sciamani e dagli indigeni in diverse parti del mondo.

Oggi è stata adattata e formattata per l’uomo occidentale dallo psicologo Frank Natale.

Il primo effetto della Trance Dance è quella di ritornare a casa nel corpo, ovvero quello di sentire il corpo e le proprie emozioni. Quando ci si lascia andare alla danza senza aspettative, perdendosi totalmente nella danza, è possibile avere delle visioni, ed è quando accada la trance sciamanica.

Durante il viaggio interiore ci si potrebbe trovare in qualsiasi posto in mezzo alla natura , e si potrebbe avere sensazioni e percezioni come se fossi fisicamente in quel posto. Questo perchè il nostro cervello non fa differenza tra ciò che è reale o immaginato, ed è qui che accade il “viaggio interiore”, la “trance sciamanica”. Questo fenomeno accade poichè quando danziamo liberiamo molta energia e tossine, e vengono attivate delle memorie anche molto antiche. Proprio in questo spazio avviene la “guarigione dell’anima”, poichè mentre il corpo danza, l’anima viaggia, recuperando frammenti perduti nel tempo. Ci si può accorgere di questo attraverso le sensazioni che provi nel corpo.

La Trance Dance non è un’esperienza razionale, occorre essere aperti a sperimentare senza giudizio ciò che accade. Spesso dopo si hanno delle comprensioni profonde, quando l’esperienza immaginifica viene integrata con la parte cognitiva. Infatti nell’esperienza sciamanica viene attivata soprattutto la parte immaginifica e irrazionale del nostro cervello. Ciò che permette di entrare in questo stato modificato della coscienza è l’abbassamento della frequenza cerebrale, che da uno stato di “coscienza ordinaria” o beta, passa ad uno stato modificato in modalità alfa, dove la frequenza cerebrale si abbassa e si ha accesso a delle “informazioni” che normalmente non sono disponibili in uno stato di coscienza ordinario. E’ anche lo stato in cui accade la meditazione.

La Trance Dance è una danza inconsapevole e senza direzione, che nasce dal desiderio inconscio di lasciarsi andare al ritmo per liberarsi dalle costrizioni quotidiane. Ciò che milioni di giovani fanno nelle discoteche non è altro che una trance dance inconsapevole e senza direzione, che nasce dal desiderio inconscio di abbandonarsi al ritmo per liberarsi dalle costrizioni quotidiane e vivere una dimensione di unione con sé stessi e con l’ambiente. La Trance Dance, come le altre tecniche sciamaniche, accorcia le distanze tra il mondo fisico e la nostra identità spirituale, invita lo Spirito a tornare a casa nel nostro corpo e risveglia il nostro cuore danzante.

www.jacarandacenter.it 

 

Naturopatia - riflessologia plantare

- Consulenza in Naturopatia,

- Consulenza in riflessologia plantare,

- Consulenza in floriterapia 

Naturopata:  Salvatore Strano   

Da Lunedi a venerdì. Su appuntamento.

Sede: Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde -

Per appuntamento chiamare: 3923800864

 

La Naturopatia è l'insieme di conoscenze e tecniche olistiche che hanno lo scopo di accompagnare le persone nel ritrovare il proprio stato di benessere psicofisico.

La Riflessologia Plantare è una di quelle tecniche che consente attraverso una forma di "massaggio" di accertare lo stato di salute o meglio di benessere o equilibrio, esercitando un' azione di prevenzione e di intervenire su eventuali disturbi con una serie di stimolazioni e pressioni effettuate su particolari zone del corpo.
Lo scopo della Riflessologia è quello di ristabilire un perfetto funzionamento del nostro organismo e degli organi in esso contenuti.Questa tecnica non consiste quindi " nel massaggiare i piedi " in senso stretto, ma in trattamenti di digito pressione sui punti corrispondenti degli organi del corpo, provocando una irrorazione sanguigna e di attivare impulsi elettrici tali da allentare la tensione cui il nostro corpo è sottoposto.

Costellazioni familiari e Biocostellazioni

Intensivo di Biocostellazioni familiari 

conduttore: Gabriele Policandro

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

 

 COSA SONO LE BIOCOSTELLAZIONI di Gabriele Policandro

Le Biocostellazioni® nascono dall’applicazione e dalla fusione tra le Cinque Leggi Biologiche e le nuove costellazioni mediali e spirituali. Cioè, l’evoluzione delle vecchie costellazioni familiari e sistemiche.
In questo percorso di conoscenza e consapevolezza, ciascun sintomo è visto e trattato come un movimento creativo dello spirito.
Non del singolo individuo, ma dell’intero sistema da cui proviene.
Vedremo insieme i quattro livelli del sintomo: personale, familiare, sistemico e meta livello (o metasintomo).
Scopriremo e verificheremo che ogni sintomo è una forma di relazione con qualcuno. In particolare, una relazione sospesa.
Inoltre, il sintomo è sempre un'opportunità di crescita, adattamento, evoluzione.
Faremo l’esperienza di come la guarigione possa avvenire solo includendo lo spirito e le dimensioni psichiche superiori, in armonia con il destino, con gli altri, con il proprio ambiente, con tutto ciò che ne fa parte.
Dunque, le Biocostellazioni® agiscono sullo spirito e sull’anima, pur avendo poi molte ripercussioni su tutti gli altri livelli, come testimoniano le numerose esperienze che stiamo raccogliendo da chi già le ha provate.
Per questo le Biocostellazioni® non si sostituiscono ad alcun cammino tradizionale ma lo integrano.
Qualunque strumento fornisca una soluzione, non ha alcun bisogno di contrastare o indebolire tutto ciò che esiste e ha efficacia.
Tutto quello che è al servizio, è anche nel rispetto, nella cooperazione e nella pace.
Le Biocostellazioni® saranno offerte come percorso di formazione sia per tutti gli operatori che lavorano nella relazione d’aiuto, sia per quanti intendono farne un proprio patrimonio esperienziale, di crescita e consapevolezza.
Il nuovo percorso, a partire da Ottobre 2018, sarà strutturato in 9 moduli da tre giorni ciascuno, nell’arco di circa un anno e mezzo, alla fine del quale, dopo il superamente delle prove teoriche e pratiche, verrà rilasciato un attestato.
Nel primo dei tre giorni di ciascun modulo, sarà permesso l’accesso anche a chi non è in formazione, così da poter mostrare agli studenti, in diretta e sul campo, il funzionamento delle Biocostellazioni®, il giusto atteggiamento del facilitatore, le caratteristiche del lavoro di aiuto attraverso questo prezioso strumento.
La partecipazione al corso di formazione è completamente libera. Ciascuno può seguire i moduli che preferisce; solo chi prende parte all’intera formazione e supererà le prove potrà ricevere l’attestato. La partecipazione può avvenire in qualunque città, purché tutti e 9 i moduli siano frequentati.
È il primo passo verso una nuova dimensione dell’uomo, delle sue relazioni, del successo e della guarigione, multidimensionale.

Le 5 leggi biologiche di J. Hamer

- Consulenza 

dr. Pasquale Aiese


Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

 

- Corso di formazione

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

Le 5 Leggi Biologiche
Con le scoperte del dr. Hamer abbiamo oggi degli elementi estremamente precisi per valutare quello che sta succedendo nelle nostre emozioni e nel nostro organismo.

La “malattia” inizia a partire da uno shock biologico, la DHS (Sindrome di Dirk Hamer), che attiva all’istante nel nostro organismo un programma speciale, biologico e sensato (SBS). A seconda del tipo di “sentito biologico” o “contenuto conflittuale” che una persona percepisce nell’istante della DHS, si attiva unprogramma speciale che è adeguato a far fronte al tipo di evento inaspettato vissuto dalla persona e che si manifesta sia nell’area cerebrale corrispondente, sia nell’organo innervato da questa area.

Questo programma speciale, una volta iniziato, ci mette sensatamente in uno stato di allerta, il conflitto è attivo (fase simpaticotonica) e termina solo con la soluzione del conflitto. Segue quindi la fase vagotonica di riparazione. Per questo il programma speciale viene definito bifasico (a patto che si arrivi a soluzione del conflitto).

A seconda di quale area cerebrale si sia attivata, avremo quindi a livello organico due modalità di comportamento completamente diverse. Se l’area attivata (Focolaio di Hamer) si trova nel paleoencefalo (tronco cerebrale e cervelletto) avremo crescita cellulare nella fase di conflitto attivo. Al contrario se l’area attivata si trova nel neoencefalo (midollo cerebrale e corteccia) avremo crescita cellulare unicamente nella fase di soluzione.

I microbi non sono la causa delle “malattie”, bensì i nostri aiutanti, guidati dal cervello e simbionti per ogni singolo tessuto.

Come ci ricorda la quinta Legge Biologica, tutti questi processi sono stati inseriti in milioni e milioni di anni durante la nostra evoluzione e sono quindi assolutamente sensati. In effetti, non c’è più nulla che accade nel corpo che possa ancora essere considerato “maligno” o “benigno”, ma si tratta unicamente di processi utili per la sopravvivenza dell’individuo e della specie.

Tutti i punti sopra menzionati sono assolutamente verificabili da chiunque, che sia medico o profano in medicina, disposto ad approfondire queste conoscenze con semplice e autentico spirito scientifico.

Vi esponiamo qui a seguito le 5 Leggi Biologiche:

 

LA PRIMA LEGGE BIOLOGICA

E' articolata in tre criteri:

1. Ogni “malattia” è un Programma Biologico e Sensato (SBS) della natura che si attiva a partire da una DHS. La DHS è uno shock INASPETTATO, acuto e vissuto con una sensazione di isolamento (accade in una frazione di secondo). Questa DHS si attiva contemporaneamente sui tre livelli: psiche, cervello e organo.

2. Il contenuto del conflitto, cioè quello che sente quella persona in quell'istante, determina sia lalocalizzazione nel cervello (FH: Focolaio di Hamer) che la localizzazione nell'organo (quella innervata da quell'area precisa del cervello che si è attivata)

3. Come l'attivazione, anche il decorso del programma SBS sarà sincrono sui tre livelli: psiche cervello e organo. Cioè tutti e tre i livelli si muoveranno all'unisono attraversando insieme le diverse fasi del programma SBS: si attivano al momento della DHS, vanno insieme in soluzione (conflittolisi) con la sua prima fase espansiva (Pcla), attraversano insieme il momento della Crisi Epilettica o Epilettoide (CE), passeranno attraverso la seconda fase espulsiva di soluzione (Pclb) fino a normalizzazione.

 
A SECONDA LEGGE BIOLOGICA

I Programmi Speciali Biologici e Sensati della natura seguono un decorso bifasico, a condizione di arrivare alla soluzione del conflitto (Conflittolisi).

Il grafico presentato che suddivide i vari momenti del programma SBS è monofasico: cioè da uno schock alla sua soluzione, senza recidive:

Normotonia: è la prima parte dello schema, dove viviamo il normale ritmo giorno (simpaticotonia)/ notte (vagotonia).

Simpaticotonia permanente: a partire dalla DHS entriamo nella fase di conflitto attivo. Siamo in stress, in uno stato di simpaticotonia permanente, uno stato previsto per noi dalla natura in modo da renderci attivi per risolvere il nostro problema.

Vagotonia permanente: con la CL (Conflittolisi) quando cioè abbiamo risolto il nostro problema, entriamo nella fase vagotonica, dove i tessuti che sono stati attivati nella fase di simpaticotonia, iniziano a riparare.

Questa fase è suddivisa in due momenti: Pcla che è la fase espansiva dove richiamo e trattengo i liquidi che servono al nostro corpo per riparare (la persona non suda e urina poco). E' la fase più impegnativa poiché è quella dove i sintomi sono più evidenti e duri da sopportare.

La seconda fase, Pclb è quella ricostruttiva e cicatriziale, gli edemi sono stati espulsi, perciò presenta sintomi meno impegnativi.

CE: a separare le due fasi di vagotonia c'è la Crisi Epilettica o Epilettoide che rappresenta un giro di boa verso la normalizzazione poiché da lì vengono espulsi gli edemi (la persona inizia a sudare ed urinare molto), si riducono i sintomi e il corpo ripristina le sue funzioni.

 
LA TERZA LEGGE BIOLOGICA

E' l'organizzazione del Sistema ontogenetico (il comportamento dei tessuti) nelle diverse fasi della curva bifasica di un SBS. La terza legge comporta un vero e proprio capovolgimento diagnostico, nel senso che sapendo da quale area cerebrale è innervato un tessuto e come si comportano i tessuti nelle diverse fasi, dato un sintomo si ha modo di conoscere: il tessuto e perciò il suo comportamento, in che fase siamo, cosa possiamo aspettarci e come quindi intervenire, quano serve, nel modo più opportuno.

 
Per essere più specifici: i tessuti del Paleoencefalo, il cervello antico (innervati dal Tronco cerebrale e dal Cervelletto).

Nella fase di Conflitto Attivo (quando cioè siamo dentro il problema) fanno un aumento della funzione eproliferazione cellulare. Es: se vivo una DHS per cui vorrei inglobare o sputare un “boccone” ho istantaneamente un aumento di funzione (e produco più saliva proprio a tale scopo) e se non basta aumenterò anche il volume della ghiandola salivare in modo da avere ancora più saliva.

Nella fase di Riparazione (quando ho risolto il mio problema e cioè ho inglobato o sputato il boccone) ho caduta funzionale (non produco più saliva) e le cellule che sono cresciute in più, non essendo più utili, vengono caseificate, ad opera dei funghi o micobatteri. Se non ci sono funghi e micobatteri, la zona rimarrà incistata. Alla fine del processo, arriverò a normalizzazione ma il tessuto non sara mai più come l'originario ed avrò dei resti cicatriziali.
Inoltre durante il processo di caseificazione, anche un po' delle cellule originarie verranno “mangiate via”. Ragione per cui se faccio molte recidive, ridurro sia la funzione che il volume della mia ghiandola.
Per i tessuti del Neoencefalo (innervati dal Midollo cerebrale e dalla Corteccia)

Nella fase di Conflitto Attivo (quando cioè siamo dentro il problema) fanno una riduzione della funzione eriduzione cellulare, necrosi, ulcere. Es: se vivo una DHS per cui mi sento separato dal contatto con qualcuno, riduco la sensibilità e anche la crescita cellulare per cui avrò la pelle secca.

Nella fase di Riparazione (quando ho risolto il mio problema e cioè ho ritrovato il contatto) ho caduta funzionale e ricrescita cellulare. In presenza di batteri o virus, la ricrescita e cicatrizzazione sarà più evidente. Alla fine del processo arriverò a normalizzazione ma anche in questo caso il tessuto non sara mai più come l'originario ed avrò dei resti cicatriziali.


LA QUARTA LEGGE BIOLOGICA

I microbi sono condizionati ontogeneticamente.

Vale a dire che non si muovono in modo autonomo nel nostro corpo ma su ordine del cervello ed ogni categoria dei microbi è correlata ad un tessuto particolare.

Tutti però diventano “attivi” solo a partire dalla fase di riparazione di qualsiasi tessuto:

Funghi e micobatteri: vengono diretti dal paleoencefalo, cioè dall'endoderma del tronco cerebrale e dal mesoderma antico del cervelletto. Iniziano a proliferare già a partire dalla fase di conflitto attivo (insieme e proporzionalmente alla proliferazione del tessuto) ma si attivano solo a partire dalla conflittolisi. Ed è una cosa molto sensata che ha fatto la natura poiché così saranno numericamente pronti per demolire le cellule che non servono più durante la fase di riparazione.

Batteri: vengono diretti dal Midollo cerebrale (neoencefalo). Proliferano e si attivano solo a partire dalla fase di riparazione (Pcl) per sostenere la riparazione delle necrosi prodotte in fase di conflitto attivo (che avverrebbero comunque).

Virus: vengono diretti dalla Corteccia cerebrale (neoencefalo). Proliferano e si attivano solo a partire dalla fase di riparazione (Pcl) per sostenere la riparazione delle necrosi e ulcere prodotte in fase di conflitto attivo (che avverrebbero comunque).


LA QUINTA LEGGE BIOLOGICA

Ogni programma speciale e biologico è sensato.

Ciò che abbiamo sempre definito come “malattia” è in realta una parte del programma speciale biologico e sensato della natura (SBS), che essendo un programma, ha la sua ragione e scopo di esistere.

Non c'è nulla che la natura faccia a caso, ed è evoluta per tutte le forme viventi in modo che potessero essere adattabili e capaci di trovare soluzioni nelle situazioni inaspettate. E' in questo modo che siamo in grado di adattandoci, essendo flessibili nelle risposte.

Il problema è che noi esseri umani, siamo in grado di trasformare un momento di sana attivazione (programmata apposta per noi dalla natura), in anni di sofferenza e recidive, producendo una massa conflittuale tale da renderla poi ingestibile.

La natura non ci chiede di non fare conflitti, anzi ci ha predisposti per superarli, ma non ha previsto le recidive oltremisura e la nostra disponibilità a morire piuttosto che rinunciare alle proprie ragioni.

Le scoperte del dr. Hamer quindi, non solo ci permettono di sapere cosa stia succedendo nel nostro intero sistema (psiche, cervello e organo) e a sapere come comportarci di conseguenza, ma ci spingono anche verso noi stessi: a conoscerci, a riconoscere ciò che di vero è per noi e a scegliere cosa fare della nostra vita, essendo fedeli a ciò che di più profondo e ingiudicabile e vero per noi.

tratto da http://www.albanm.com/le-5-leggi-biologiche 

Lavoro con i simboli e la geometria sacra

INTRODUZIONE ALLA GEOMETRIA SACRA

La Geometria Sacra studia le Leggi dell'Universo attraverso la Scienza delle Forme e dellel Divine Proporzioni, al fine di identificarne i principi fondamentali ed i rapporti che governano ed interconnettono Macrocosmo e Microcosmo. Non esiste niente di puramente casuale nel Cosmo (che infatti in greco significa letteralmente "ordine") e lo studio delle leggi morfogenetiche permette di avvicinarci a Dio, in quanto la Creazione rispecchia perfettamente il suo Creatore.

La Geometria Sacra studia tali leggi e può essere utilizzata per vivere in accordo con le armoniche vibrazionali che sottendono la manifestazione fisica; non a caso nella costruzione di una città o di una comunità, così come nella strutturazione degli spazi abitativi, tale conoscenza sarebbe importantissima per mantenere armonia e salute. La saggezza cinese esprime queste conoscenze nel Feng Shui, quella indiana nel Vastu ed in Occidente stiamo recuperando questa consapevolezza tramite la Bioarchitettura.

Le forme geometriche perfette fanno parte del Mondo delle Idee di cui parlava Platone, contrapposto al Mondo dei Fenomeni ove qualunque manifestazione è, per sua natura, imperfetta e impermanente. Lo studio della Geometria Sacra, come quello della Matematica Sacra, permette di risuonare con la Mente di Dio, dobbiamo solo evitare di avere la presunzione di poter scrutare l'imperscrutabile con il nostro limitato intelletto e permetterci di avvicinarci al Grande Mistero con la mente intuitiva.

La Geometria Sacra ha il suo peculiare alfabeto fatto di punti, linee, cerchi, piani e volumi; questi simboli rimandano ai principi di creazione-manifestazione, preservazione-conservazione e trasformazione-distruzione su cui si basa l'intera Danza Cosmica. Andremo adesso ad esplorare in particolare i seguenti elementi: • il Punto • la Linea • il Triangolo • il Quadrato • la Croce • il Cerchio • la Spirale • il Pentagono • la Stella a Sei Punte • i Solidi Platonici.

 

IL PUNTO

Il Punto è simbolo dell'Origine, del Principio e del Centro di Tutte le Cose, dell'Unità, dell'Essenza; a livello psicologico è simbolo di stabilità (si usa dire, infatti, "un punto fermo"), di focalizzazione su di un preciso obiettivo, di centratura ma anche di fissazione e staticità. Il Punto corrisponde, in Matematica Sacra, al numero 1, l'Unità Divina primigenia da cui tutto promana, il Principio Emanatore Creatore del Cosmo intero. Il Punto ha dimensione zero e sebbene vedere e disegnare un punto sia per noi cosa abituale, in realtà è invisibile essendo adimensionale, come il Principio universale di cui è simbolo.

Il Punto simboleggia la centralità e la centratura interiore, sue naturali estensioni simboliche sono il cerchio puntato (simbolo astrologico del Sole) e la croce (che nasce dall'irradiazione del Punto nelle Quattro Direzioni). Il Punto centrale rappresenta il coordinatore immobile ed unitario di tutto ciò che è mutevole e molteplice, è il fulcro della Creazione ed essendo l'Origine è anche la Fine, Ciò da cui il Tutto è stato emanato e Ciò in cui il Tutto verrà riassorbito, l'Alpha e l'Omega al tempo stesso.

Il Punto è anche una delle possibili rappresentazioni dell'Omphalos (in greco = ombelico), l'Ombelico del Mondo, cioè il Centro Sacro della Terra che costituisce il punto di incontro tra i regni celesti e terrestri, il luogo dove ha avuto origine la Creazione e dove è quindi possibile far esperienza del Divino.


LA LINEA

La Linea è l'estensione in una sola dimensione del Punto. E' quindi il simbolo dell'estensione del pensiero creatore e dell'emissione positiva di energia, in questo senso rappresenta la polarità maschile. La linea rappresenta la continuità tra due enti, ma - se messa di traverso - è simbolo di interruzione e separazione. La linea può essere disegnata in orizzontale a rappresentare la dimensione umana e terrena oppure in verticale a rappresentare la dimensione celeste e spirituale. Altre varianti che acquisiscono ulteriori, intuitive, sfumature simboliche sono la linea obliqua, spezzata e curva.

Matematicamente la linea rappresenta il "continuo" (o retta dei numeri reali) cioè l'insieme ordinato e consequenziale di TUTTI i numeri reali (insieme R). Il continuo è un insieme infinito dalle strane proprietà, ad esempio non è numerabile, cioè i numeri che lo compongono non possono essere contati!

 

 

IL TRIANGOLO

Il Triangolo richiama immediatamente la simbologia del numero 3, essendo un poligono (cioè una figura geometrica piana delimitata da una linea spezzata chiusa) con 3 angoli, 3 lati e 3 vertici.

Il Triangolo ed il numero 3 sono simboli della perfezione Divina, in quanto racchiudono l'1 (Unità - realtà spirituale) ed il 2 (dualità - realtà materiale). Il Triangolo è la prima di tutte le figure piane regolari, nel suo aspetto equilatero simboleggia l'armonia e la proporzione ed esprime un senso di equilibrio dinamico tra le parti (mentre il Quadrato esprime un senso di equilibrio statico). La dimensione di dinamicità del Triangolo gli deriva dalla forma appuntita che richiama un tendere verso, una sorta di freccia direzionale che quando è rivolta in alto esprime l‘aspirazione spirituale (Fuoco - Yang), quando è rivolta in basso la discesa materiale gravitazionale (Acqua - Yin); l'una è semplicemente il riflesso dell'altra.

I lati del Triangolo possono rappresentare: le tre componenti fondamentali dell'essere umano (Corpo, Mente, Spirito); i tre regni fondamentali del Cosmo (Inferiore-Demoniaco, Intermedio-Umano, Superiore-Divino); i tre principi fondamentali dell'Alchimia (Sale, Mercurio, Zolfo); i tre gradi della Massoneria (Apprendista, Compagno d'Arte, Maestro); i tre aspetti di Dio del Cristianesimo (Padre, Figlio, Spirito Santo); la trimurti dell'Induismo (Brahma, Vishnu, Shiva); le prime tre emanazioni della Qabbalah (Kether, Binah, Chokmah); la trinità egizia (Osiride, Iside, Horus); ecc. Tutti i principi enunciati esprimono una sostanziale unità detta "Trinità dei Principi". In Massoneria le qualità connesse al Triangolo vengono espresse con il simbolo del Delta Sacro (o "Delta Luminoso") al cui interno sta l'Occhio Divino, onniveggente ed onnisciente, del Grande Architetto dell'Universo (G A D U ).

 

IL QUADRATO

Il Quadrato è connesso alla simbologia del numero 4, è una figura statica che richiama l'idea di delimitazione, regolarizzazione, concretizzazione e radicamento. Il Quadrato, con il numero 4, è simbolo di rigore logico e, contestualmente, di mancanza di fantasia e creatività, ma è anche simbolo del mondo stabilizzato e del pieno sviluppo della manifestazione Divina nel mondo, quindi di perfezione (per i Massoni l'individuo deve trasformarsi da pietra grezza a pietra cubica per potersi assemblare - pur nella sua unicità - con le altre pietre levigate ed edificare così il Tempio dell'Umanità).


Il Quadrato viene per lo più associato alla dimensione maschile, ma nella filosofia cinese il principio femminile Yin della Terra è rappresentato da un quadrato nero ed il principio maschile Yang del Cielo da un cerchio bianco. Il concetto della "quadratura del Cerchio" viene espresso a significare l'unione di sacro e profano, del Cielo e della Terra, della dimensione trascendente con quella immanente.


LA CROCE

La Croce rappresenta l'estensione del punto nelle quattro direzioni, a loro volta connesse ai Quattro Elementi (Aria, Fuoco, Acqua, Terra); il punto di intersezione centrale rappresenta il Quinto Elemento (l'Etere) che unifica ed equilibra gli altri quattro. La Croce simboleggia anche gli assi dello spazio (orizzontale) e del tempo (verticale) che si incrociano ed anche la visione spirituale e quella materiale dell'esistenza. Il braccio verticale della Croce è l'axis mundi legato al simbolismo dell'ascensione verso un piano spirituale o della discesa verso i mondi della materia; è considerato attivo, maschile (fallico) e celestiale. Il braccio orizzontale è associato alla tensione tra opposti di uguale valenza; è considerato passivo, femminile e terreno. Il centro è l'Omphalos, l'ombelico del mondo e centro sacro dell'Universo, ma anche punto di decisione e di scelta.

La Croce appare può avere molte rappresentazioni: il Tau (una linea verticale con una linea orizzontale appoggiata sopra) simboleggia la vita che emerge (o risorge) dalle acque portando la Vita • la Croce greca (a braccia uguali) indica armonia ed equilibrio tra le forze della Creazione • la Croce ansata (o Ankh) detta anche Croce del Nilo o Croce della Vita è simbolo di saggezza, di guarigione e di immortalità • la Croce Celtica (croce inscritta in un cerchio, con i bracci che fuoriescono) è chiamata anche Ruota del Sole, Anello Crociato o Croce Druidica, è considerata un simbolo solare maschile, ma anche unione del Principio Maschile e Femminile, del Dio e della Dea e simbolo dell'interazione tra lo Spazio e il Tempo • la Crux Gammata o Svastica (croce a bracci di eguale lunghezza, con un prolungamento ripiegato ad angolo retto, destrorso o sinistrorso) è simbolo del moto solare e il suo nome deriva dal sanscrito "apportatore di salute".

 

IL CERCHIO

Il Cerchio rappresenta la perfezione, la completezza, l'unità, l'eternità, la continuità. Il Cerchio non ha né inizio né fine e quindi simboleggia efficacemente l'eterno rincorrersi ciclico del Tempo, visto come flusso continuo della Creazione; se poi suddividiamo il cerchio in settori allora otteniamo uno strumento in grado di computarlo, come negli odierni orologi analogici o nel cerchio celeste dello Zodiaco. Anche l'antico simbolo alchemico del Serpente che si morde la coda, l‘Uroboros, abbiamo la raffigurazione del ciclo eterno del Tempo e della Natura, in cui dalla morte nasce una nuova vita.

Con i suoi attributi di infinità, eternità e completezza, il Cerchio ben simboleggia la Divinità, secondo il concetto che "Dio è tutto e tutto viene da Dio". In quanto raffigurazione del Dio Solare il cerchio è anche correlato al calore, alla luce, all'origine spirituale della Vita. Suddividendo il cerchio apparente che il Sole percorre attorno al pianeta Terra otteniamo i ben noti 12 segni dello Zodiaco che rappresentano la totalità degli attributi Divini ed umani.

Il simbolo del Cerchio è presente nelle rappresentazioni mandaliche orientali (Mandala in sanscrito significa appunto "circolo", "cerchio") che si prefiggono di rappresentare la Geometria Sacra dell'Universo tramite una raffigurazione in miniatura del microcosmo e del macrocosmo. Il Mandala è quindi uno psicocosmogramma dove la psiche umana si riflette nell'Architettura Universale. Quando una circonferenza è unita con dei raggi al suo centro abbiamo la Ruota, simbolo della manifestazione formale unita al suo Centro Spirituale ma anche, in chiave psicologica, dell'Io che affronta il processo di individuazione. Come nel Mandala è evidente l'analogia con il Sole ed i suoi raggi.


LA SPIRALE

La Spirale è una delle forme geometriche più diffuse in Natura ed uno dei simboli più frequentemente rappresentati (dalle pareti delle grotte primitive ai vasi classici, dai templi iniziatici alle cattedrali, dai monili sacri fino ai moderni crop-circles); riprendendo la simbologia del Cerchio con un'ulteriore dimensione di sviluppo dinamico, ben simboleggia il fluire del tempo, i cicli del cambiamento, la dinamicità dello scorrere dell'energia universale.

La Spirale indica espansione, crescita, sviluppo (ed il loro contrario), rappresenta la forza dinamica primaria che sta all'origine della Creazione e dunque il potere creativo dell'Universo che emana dall'Ombelico del Mondo (Omphalos). E' simbolo di vita eterna, del flusso dell'acqua e degli eventi, della continua creazione e dissoluzione delle forme, del passaggio tra vita, morte e rinascita; nella forma del Labirinto rappresenta i profondi meandri della mente. Ritroviamo il magico potere della Spirale in molte Danze Sacre, mediante le quali il danzatore cerca di entrare in intima connessione con il flusso della Vita e di riavvicinarsi allo Spirito, Fonte Divina della Vita stessa. La Spirale rappresenta il naturale movimento dell'energia universale.

In Natura ritroviamo la Spirale: 1) negli ammassi galattici che costituiscono l‘Universo; 2) nella forma delle galassie; 3) nelle nubi interstellari; 4) nel moto dei sistemi solari in viaggio nel Cosmo; 5) nella rotazione dei pianeti e delle stelle; 6) nel moto dei cicloni e degli uragani; 7) nel campo energetico umano; 8) in alcuni fiori (ad es. nel girasole e nella rosa); 9) nelle corna di alcuni animali; 10) nelle conchiglie; 11) nella struttura della molecola del DNA; ecc…

La Spirale che ritroviamo ovunque in Natura è la Spirale Logaritmica (scoperta da Cartesio nel 1638) il cui moto prosegue indefinitamente sia verso l'interno che verso l'esterno e si sviluppa secondo le proporzioni auree, cioè risulta iscritta in un rettangolo i cui lati stanno tra loro in rapporto di 1,618 (il cosiddetto Numero d'Oro, indicato con la lettera greca Phi: Φ).

 

IL PENTAGONO

Il Pentagono è correlato alla simbologia del numero 5, ha una connotazione dinamica e rappresenta l'essere umano, che quando è disposto a gambe e braccia aperte ne tocca i cinque angoli; la punta della stella contenente la testa indica il dominio dello Spirito, o della mente, sulla materia. In Numerologia il 5 è cambiamento, vitalità, passione; nella Qabbalah corrisponde a Geburah, cioè alla forza e al potere di Marte (vari templi pagani erano pentagonali ed oggi lo è il centro del potere militare USA a Washington). Il Pentagono Stellato era il simbolo della Scuola Pitagorica. Nel pentagono ritroviamo la proporzioni aurea (1:0,618) nei rapporti tra lati e diagonali e nei segmenti delle diagonali.

 

LA STELLA A SEI PUNTE

La Stella a Sei Punte, detta anche Esagramma, Esalfa o Sigillo di Salomone, è connessa alla simbologia del numero 6 e rappresenta una figura di equilibrio e bilanciamento di forze. La forma, costituita da due triangoli simmetrici ed intrecciati, richiama l'interrelazione e la compenetrazione della polarità celeste-spirituale-solare (triangolo rivolto in alto) e tellurica-materiale-lunare (triangolo rivolto in basso), l'unione del macrocosmo con il microcosmo.

 

OTTAGONO

L'Ottagono evoca il doppio quaternario (attivo e passivo), rappresenta l'equilibrio costruttivo delle forme e dell'energia cosmica; è una rappresentazione completa dello spazio terreno con le sue 8 direzioni (si ritrova con questo significato nella Rosa dei Venti, nel Pa Kua e nell'I Ching). In Numerologia è simbolo di equilibrio con soldi e materia. Lo ritroviamo rappresentato nelle fonti battesimali così come in varie architetture esoteriche, la più nota delle quali è certamente Castel del Monte, in Puglia, edificato da Federico II di Svevia. Era il simbolo dei Templari nella cosiddetta "Croce delle Otto Beatitudini".

 

I SOLIDI PLATONICI

I poliedri (dal greco polys = molti | edron = faccia) sono solidi delimitati da facce poligonali; un poliedro si dice regolare se tutte le sue facce sono poligoni regolari uguali fra loro e tutti i diedri (lo spazio delimitato tra due facce) e gli angoloidi (lo spazio delimitato da tre o più facce confluenti in un unico vertice) sono uguali (congruenti) fra loro. I poliedri regolari sono solo cinque e sono stati scoperti dagli antichi greci all'interno della Scuola Pitagorica. Questi solidi sono detti "platonici" in quanto Platone (427-348 a.C.) nel suo dialogo "Timeo" sviluppa una dottrina cosmologica secondo la quale questi cinque solidi formano i costituenti fondamentali dell'Universo:

il Tetraedro corrisponde all'elemento Fuoco;
il Cubo (Esaedro) all'elemento Terra;
l'Ottaedro all'elemento Aria;
l'Icosaedro all'elemento Acqua;
il Dodecaedro corrisponde all'intero Universo (in effetti è l'unico che può contenere tutti gli altri).

 Tra le caratteristiche più interessanti ed immediate dei Solidi Platonici vi è quella di essere tutti iscrivibili in una sfera e di utilizzare solo una delle prime tre figure piane della geometria ovvero il triangolo equilatero, il quadrato e il pentagono; se si vuol proseguire con successive forme si è costretti a utilizzare contemporaneamente due figure geometriche ed i solidi risultanti sono detti semiregolari (ved. i 13 Solidi Archimedei). Una proprietà affascinante dei Solidi Platonici è la corrispondenza che esiste tra di loro (detta, in termini tecnici, dualità), in pratica facendo diventare i vertici delle facce e le facce dei vertici abbiamo che il Cubo si trasforma in Ottaedro e viceversa, e l'Icosaedro si trasforma in Dodecaedro e viceversa. Il Tetraedro è duale con se stesso, da origine ad un altro Tetraedro.

I Solidi Platonici costituiscono i Principi Primi (gli Archetipi) presenti nel Mondo delle Idee su cui si basano le forme effimere (Mondo dei Fenomeni). Anche Piero della Francesca (1444-1464) nel trattato "De quinque corporibus regularibus" sostiene che il mondo è pieno di corpi dalle forme più varie, ma che ognuno di essi può essere ricondotto ai cinque poliedri regolari che rappresentano l'eterna perfezione!


IL CUBO DI METATRON

Il Cubo di Metatron (Metatron è il nome dell'Arcangelo che siede accanto al Trono di Dio) viene fatto risalire al matematico Leonardo Pisano, più noto come Leonardo Fibonacci (1170-1240), anche se questa attribuzione è, in effetti, dubbia. Secondo Drunvalo Melchizedek (autore del libro: "L'Antico Segreto del Fiore della Vita") il Cubo di Metatron emerge da quello che può essere considerato lo schema biogenetico universale, il modello geometrico primario della Natura, cioè la ripetizione modulare del "Seme della Vita" (sette cerchi posizionati secondo una simmetria esagonale), che contiene lo schema dell'"Albero della Vita" e da cui emerge anche il "Fiore della Vita" (vedi immagini sotto) e il "Frutto della Vita". Queste configurazioni non sono altre che tappe di un modello cosmogenetico che si basa sull'espansione della Coscienza Divina in moduli sferici, la cui interconnessione precisa le regole geometrico strutturali che possono poi essere ritrovate ovunque in Natura; il Cubo di Metatron emerge da esse e dal Cubo possono essere estrapolati tutti i Solidi Platonici, che ci forniscono le Leggi di Natura.

 

LA SEZIONE AUREA

La Sezione Aurea, di cui abbiamo già accennato, fu scoperta dai Pitagorici, che la ritenevano la sublime espressione dell'armonia dell'Universo. In pratica si tratta di un rapporto numerico (il cui valore approssimato è 1,618 ed è conosciuto anche come Numero d'Oro o Phi = Φ) che ritroviamo ovunque in Natura e che ci trasmette la percezione estetica di Bellezza ed Armonia. In Architettura, Pittura e Musica la ritroviamo spessissimo, sia inserita in modo consapevole sia originata inconsciamente, in quanto si ritiene che la percezione umana tenda naturalmente a preferire le proporzioni auree e a sviluppare disposizioni basate su tali rapporti.

Nell'antica Grecia veniva usata la lettera greca Tau per designare questo rapporto (dal greco tomè = taglio, sezione), ma all'inizio del XX secolo il matematico Mark Barr, introdusse l'uso della lettera greca Phi, per rendere omaggio al grande scultore greco Fidia, che usò questa proporzione nelle sue statue e nelle sue architetture.

Euclide la chiamava "proporzione estrema e media" ("Si può dire che una linea retta sia stata divisa secondo la proporzione estrema e media quando l'intera linea sta alla parte maggiore così come la maggiore sta alla minore".) Leonardo Fibonacci introdusse in Europa i numeri e la matematica araba e definì una peculiare successione numerica, riscontrabile in Natura, in cui ogni termine si ottiene dalla somma dei due precedenti.

1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144

I rapporti tra due numeri subito consequenziali ed i valori decimali approssimati risultanti
si avvicinano magicamente sempre di più al rapporto aureo:

1/1, 2/1, 3/2, 5/3, 8/5, 13/8, 21/13, 34/21, 55/34, 89/55, 144/89 …
1,0 - 2,0 - 1,5 - 1,666 - 1,6 - 1,625 - 1,615 - 1,619 - 1,617 - 1,6181 - 1,6180 …

 

ARCHITETTURA SACRA

Quando le forme terrene rispecchiano le armonie celesti del Piano Noumenico vengono invocate le Forze Divine ed è così che le Leggi di Natura risultano a disposizione della crescita e del benessere degli individui, della società e del pianeta. Quando le armonie sottili non vengono rispettate l'essere umano tende ad ammalarsi, le società e lo stesso pianeta vivono dei pericolosi disequilibri. Da millenni i custodi della Saggezza Tradizionale, una saggezza senza tempo, guidano le proprie comunità nella creazione di insediamenti e costruzioni in grado di inserirsi armonicamente nell'ambiente e di canalizzare positivamente le energie sottili. La Geometria e la Matematica Sacra vengono così ad applicarsi all'architettura di case, templi e villaggi come pure alle creazioni artigiane dei Maestri d'Arte.

Le conoscenze della Geometria Sacra sono state applicate fin dalle prime costruzioni megalitiche (sorte lungo le linee di energia della Madre Terra) e, in generale, in tutti gli edifici sacri per permettere una migliore connessione con il Divino.

Nei templi antichi, ad esempio, l‘orientamento era sempre verso Oriente (Sole che sorge = Divino che rinasce); la facciata era incorniciata da due colonne centrali che indicavano la dualità presente nella materia (che deve essere trascesa nell'avvicinandosi all'Uno, simboleggiato da un tabernacolo o da un altare al centro degli assi della costruzione); la pianta era quadrata o rettangolare con i lati in rapporto 1:2 a rappresentare la dimora terrestre di Dio, oppure circolare a simboleggiare la perfezione della Creazione; non di rado era presente la figura dell'ottagono che indicava la transizione dal quadrato al cerchio, ossia dalla terra al Cielo, simboleggiando perciò la risurrezione e la rinascita (come nei battisteri cristiani o nelle croci stellate templari); inoltre nello sviluppo dell'edificio era sempre presente un elemento ascensionale (struttura piramidale, frontoni a cuspide, campanili, tensione in altezza delle chiese gotiche, ecc.) a rappresentare il ritorno verticale a Dio, e gli esempi potrebbero continuare…

Dai complessi megalitici alle strutture delle cattedrali ritroviamo elementi
di una saggezza ancestrale basata sui principi della Geometria Sacra.

Non a caso nel portico dell'Accademia di Atene, dove insegnava Platone, si trovava scritto:
"Non entri chi non conosce la Geometria"

I temi connessi all'Architettura Sacra sono veramente molteplici e complessi, per approfondire suggerisco:

"Il Mistero delle cattedrali" di Fulcanelli (Ed. Mediterranee)
"Architettura sacra medievale" di Maria Grazia Lopardi (Ed. Mediterranee)
"Le Energie della Terra e dell'Universo" di Giorgio Picchi (Anima Edizioni)
"I segreti delle antiche città megalitiche" di Magli Giulio (Ed. Newton & Compton)
"Feng Shui della Terra" di Josè Manuel Chica Casasola (Ed. Verdechiaro)

 

 

 SIMBOLOGIA  «Simboli - Una Via di Guarigione»

 

A livello esoterico la simbologia non è altro che lo studio degli aspetti diffratti dell'Unità nel momento in cui diventa Dualità e poi Molteplicità . Studiare i simboli significa quindi studiare i "Volti di Dio", i molteplici aspetti dell'Infinito, al fine di integrare il tutto in sé e ricomporre l'Unità originaria perduta.

Quando abbiamo a che fare con dei segni siamo solo in correlazione con il piano di cause ed effetti "orizzontali", appartenenti al mondo della logica, ma quando operiamo con i simboli abbiamo a che fare con i principi sincronici "verticali", appartenenti al mondo analogico, cioè alle Cause Prime.


Per fare un esempio concreto sulla differenza di un approccio logico (mediato e separativo) rispetto ad uno analogico (immediato e totalizzante) vediamo il processo dell'insorgenza di una cosiddetta malattia e, più in generale, la valenza che hanno le situazioni di disagio nella nostra esistenza.

Quando un individuo si ammala di una determinata patologia, l'approccio medico convenzionale ne ricercherà la causa orizzontale, cercherà cioè quell'evento che, antecedente al manifestarsi della malattia stessa, ne abbia determinato i sintomi (ad es. una condizione ambientale, una predisposizione genetica, l'esposizione ad un microrganismo, ecc.). Anche l'approccio medico che oggi considero il più avanzato sul piano scientifico (la Nuova Medicina di Hamer, ved. qui), identifica le cause dei processi fisiopatologici che determinano i sintomi fisici e psichici nei "conflitti biologici"; traumi inaspettati, vissuti in maniera conflittuale, con un senso di isolamento e senza la possibilità di trovargli una soluzione soddisfacente.

Sebbene la Nuova Medicina sia una scoperta straordinaria, siamo sempre nell'ambito di una interpretazione orizzontale: un evento di vita la reazione psicobiologica della persona che lo subisce l'instaurarsi di un processo in due fasi (una di conflitto attivo ed una, se si ci si arriva, di conflitto in risoluzione).
Per chi conosce la Nuova Medicina un esempio di catena causale potrebbe essere: ansia per l'arrivo di una valutazione di un esame sviluppo di un conflitto a carico della mucosa nasale conoscenza dei risultati dell'esame risoluzione del conflitto raffreddore conseguente.

La causa verticale non ha niente a che fare con la temporalità , non è importante se quel sintomo deriva da un batterio, dal complesso edipico o da un conflitto biologico, ciò che è essenziale è il significato simbolico, atemporale, che trasporta e che rappresenta il contenuto psichico che l'individuo ha necessità di reintegrare per ritrovare la sua completezza. La malattia e, più in generale, ogni problematica che possiamo incontrare nella nostra esistenza, altro non è che una parte della strada verso il sé, verso il ricongiungimento e l'identificazione con l'Unità!


Vediamo meglio questo concetto tramite alcuni enunciati, che possono essere approfonditi tramite la lettura di "Malattia e destino" di Thorwald Dethlefsen e Rüdiger Dahlke e "Malattia, linguaggio dell'anima" di Rüdiger Dahlke (Ed. mediterranee).

N.B. Preciso che nei libri le eventuali inesattezze nell'attribuzione dei significati alle malattie derivano dal paradigma medico a cui gli autori fanno riferimento, cioè quello della "vecchia" medicina, ciononostante i concetti fondamentali restano validi.

A. Tutto l'universo è duale ma la nostra vera Essenza è unitaria.

Tutto ciò che esiste in Natura ha una dimensione polare, cioè esiste come tensione tra due poli opposti (luce-ombra, bene-male, uomo-donna, caldo-freddo, pieno-vuoto, tutto ha quindi una natura Yang oppure una natura Yin). Nessuno dei due poli è migliore dell'altro e nessuno dei due poli può esistere senza l'altro. Anche la nostra coscienza risulta divisa in due, da una parte ciò che accettiamo di essere e dall'altra ciò che non accettiamo di essere. Eppure, a ben vedere, al di là di questa apparente divisione, tutto in Natura è intrinsecamente unitario, per cui anche le parti di noi che non accettiamo (l'Ombra) fanno parte di noi stessi al pari di ciò che invece accettiamo; siamo - allo stesso tempo - santi e peccatori, buoni e malvagi, giusti e ingiusti.
Costantemente tentiamo di rifiutare quelle parti con cui non ci identifichiamo, cercando di escluderle dal nostro psichismo e dalla nostra vita, così come tentiamo di escludere persone ed eventi che ce le rappresentano. Ma questo è impossibile! Non si può separare la luce dall'ombra (l'una esiste perché esiste l'altra), non possiamo, dunque, artificiosamente separare noi stessi in due.

B. I sintomi e i problemi manifestano ciò che è stato escluso dalla coscienza.

Ciò che il conscio non accetta, automaticamente va a far parte dell'inconscio, ma poiché l'unità non può essere divisa da se stessa, i contenuti inconsci si manifesteranno nel corpo sotto forma di sintomi o nella nostra esistenza come problematiche di vit, al fine di tornare nuovamente alla coscienza. In questo modo recuperiamo la nostra sostanziale unità e non possiamo più falsificare ciò che siamo. La malattia ed i nostri problemi ci rendono onesti! Malattie e problemi sono la manifestazione visibile di ciò che abbiamo rimosso, quando i contenuti rimossi diventano consci i sintomi e i disagi spariscono dal piano manifesto perché hanno trovato posto nella dimensione non manifesta, cioè all'interno della nostra coscienza.

C. I problemi e le malattie sono le nostre opportunità di ritorno all'Unità.

Comprendere, accettare ed integrare parti di noi stessi, precedentemente non riconosciute, equivale a progredire nella crescita interiore e personale. Malattie e problemi diventano i nostri preziosi alleati in questo cammino, perché ci indicano ciò che altrimenti non vedremmo. Di fatto non si manifesteranno un solo minuto in più del tempo necessario a comprendere ciò che ci interessa per tornare completi.
Vivere una malattia o un problema significa operare - sebbene forzatamente e inconsapevolmente - un rituale attraverso il quale la completezza viene ripristinata; ciò che avevamo relegato nell'ombra, infatti, diventa parte del nostro vissuto. Questo ci fa capire perché i rituali di Psicomagia siano così efficaci nello sciogliere le problematiche di una persona: il rituale da inconsapevole diventa cosciente ed il forte carico emotivo che il rituale trasporta ne imprime il contenuto nella memoria emotiva della persona, che da quel momento in poi avrà integrato il simbolo su cui ha lavorato e dissolto il problema originario.

D. Il metodo della domanda: riconoscere i simboli e invertire la proiezione.

Per riconoscere i simboli presenti in un sintomo o un problema possiamo porci le seguenti domande: "Cosa mi fa fare questo sintomo/ problema che in condizioni normali non farei?" - "Cosa mi impedisce di fare questo sintomo/problema che in condizioni normali farei?". Attraverso il metodo della domanda non cercheremo più la causa di ciò che viviamo su di un piano spazio-temporale (analitico e orizzontale), bensì su di un piano atemporale-simbolico (analogico e verticale).
Inoltre, partendo dagli assunti che 1) siamo responsabili di tutto ciò che entra nella nostra vita e 2) che l'Ombra altro non è che ciò che non siamo ancora in grado di integrare, iniziamo anche a chiederci: "Come posso invertire il senso della mia proiezione?".
Quando ci troviamo a giudicare o colpevolizzare gli altri riconosciamo che il gioco dell'Ombra è in atto, che ciò che imputiamo all'esterno ci appartiene e proviamo ad affermare la verità che sta dietro le apparenze:

"Il mondo mi rifiuta" "Io voglio rifiutare gli altri"
"Al lavoro tutti mi criticano!" "Io voglio criticare i miei colleghi"
"Non sopporto le ingiustizie su chi non sa difendersi!" "Voglio essere ingiusto e sopraffare i deboli!"
"Odio le persone false!" "Voglio essere falso con gli altri!"
"Tu mi hai ferito" "Io voglio ferirti"
"Non sopporto le donne/ gli uomini che tradiscono" "Io voglio tradire il mio compagno/ la mia compagna".
Invertendo il senso della proiezione ci riappropriamo di quelle parti di noi stessi che avevamo escluso. Preciso che lo stesso meccanismo è valido anche per l'Ombra positiva, cioè per quelle parti che non riconosciamo in noi stessi e che ammiriamo negli altri.

E. La vera guarigione e la vera soluzione dei problemi è solo esoterica e spirituale!

Essersi allontanati dalla propria unità altro non è che essersi separati dalla Realtà Ultima dell'esistenza, e ricomporre questa unità corrisponde a fondersi nuovamente con tale Realtà. Questa Realtà Ultima, questa Fonte Originaria e Meta Finale di tutto ciò che esiste, altro non è che Dio ed è per questo che nell'Advaita Vedanta si è soliti affermare "Aham Brahma asmi" ("Io sono l'Assoluto") e "Tat Tvam Asi" ("Tu sei Quello"). La guarigione e la risoluzione di un problema, da questo punto di vista, diventano il nostro percorso di crescita interiore e spirituale di ricomposizione della frammentazione del sé, identificato nella realtà materiale e completamente dimentico della sua vera Essenza.

 

 

 

SIMBOLOGIA  «Simboli Universali»

Nell'approccio alla simbologia bisogna sempre tener presente che i simboli, anche quando hanno una valenza universale, possono sempre aver acquisito un significato più soggettivo se vi sono state esperienze emozionali importanti che li hanno riguardati. Nel caso il soggetto dovesse sognarli è possibile che il significato soggettivo prevalga su quello generale (quando sogniamo un simbolo significa che abbiamo bisogno di integrarlo).

Allo stesso modo il corpo ha una sua mappatura somato-psichica (nella Nuova Medicina si direbbe "biologica") per cui un determinato organo in principio è correlato allo stesso, specifico, significato psichico in ogni essere umano. Qualora però in individuo abbia avuto una sua particolare e speciale esperienza che abbia interessato una qualche parte del corpo, quella parte del corpo assumerà per lui una correlazione somato-psichica del tutto soggettiva e specifica (pur rimanendo anche, più basalmente, il significato universale).


ACQUA fonte di vita - emozioni - fluidità - purificazione - adattabilità - energia vitale
ALBERO vita - evoluzione - morte e rinascita
ALI elevazione - libertà - indipendenza - proiezione verso il futuro
BOCCA nutrizione - respiro - parlare - sessualità
CANDELA Dio - luce - fede - speranza
CAPELLI forza vitale - energia personale
CERCHIO perfezione - ciclicità - morte e rinascita - cielo
CRISTALLO perfettibilità della materia - luce
CROCE unione - unificazione - intermediazione - orientamento - identificazione - centratura
FIORE energia vitale - gioia di vivere - gioventù - armonia - virtù - spontaneità - purezza
FONTANA sorgente di vita - continuo rinnovamento e ringiovanimento
FUOCO energia - vita - purificazione - illuminazione - capacità procreativa
LINEA rettitudine - essenzialità - scopo - demarcazione
LUNA femminile - femminilità - mutevolezza - periodicità - conoscenza teorica indiretta
MASCHERA trasformazione - identificazione in ciò che vuole rappresentare
MORTE passaggio di stato - cambiamento - abbandono di ciò che per noi è diventato inutile
NASO capacità di definire - individuare - orientarsi - chiaroveggenza
OCCHIO veggenza - conoscenza sapienziale - visione
PUNTO "hic et nunc" (qui e ora) - origine e fine delle cose - centratura
QUADRATO terra - mente razionale - stabilità - ristagno
ROCCIA solidità - stabilità - origine - immobilità
RUOTA movimento - circolazione - ciclicità e rinascita
SERPENTE forze del profondo, primordiali - trasformazione
SOLE divino - divinità - nutrimento e calore - perfezione - illuminazione
SPADA rettitudine - giustizia - luminosità - potenza
SPECCHIO conoscenza di se stessi, delle cose - verità - sincerità
SPIRALE evoluzione - dinamicità - movimento ciclico
STELLA ordine cosmico - fonte e luce nell'oscurità
TRIANGOLO trinità - perfezione divina - armonia - sintesi - saggezza
VENTO movimento - comunicazione - alito vitale - libertà

 

Tratto da http://www.scienzenoetiche.it/synthesis/09_geometria_sacra.php

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Cos'è lo SHIATSU?

Shiatsu in giapponese significa letteralmente “pressione (atsu) con le dita (shi)” e si riferisce ad una forma di lavoro sul corpo che ha origini non ben identificate in oriente ma che venne formalizzato in Giappone nei primi anni del 1900. Più specificatamente lo shiatsu è un’evoluzione dell’Anma, una forma di massaggio che utilizzava punti di pressione e seguiva concetti di medicina tradizionale cinese. Esso si fonda sulla teoria che l’energia (conosciuta come “KI” o “CHI”) scorre nel corpo lungo dei “canali” chiamati meridiani. Un tranquillo, equilibrato flusso di energia lungo i meridiani è considerato essenziale per il mantenimento e il ripristino della salute. Per ristabilire un flusso energetico equilibrato l’operatore Shiatsu usa una combinazione di gentili stiramenti e pressioni dirette, agendo sul meridiano in generale e sui punti dell’agopuntura (chiamati “TSUBO” o “acupunti”). Lo shiatsu contatta l’essere umano nella sua globalità (corpo, mente, spirito). Il trattamento (chiamato anche sessione) è fatto su un futon (materasso di cotone giapponese) sul pavimento. Il ricevente indossa indumenti pratici e confortevoli, tipo una leggera tuta di cotone. L’esperienza del trattamento è spesso descritta come un profondo rilassamento e rivitalizzazione di ambedue i partners. E’ un metodo gioioso per rafforzare la propria salute e migliorare le nostre qualità fisiche e psicologiche.

Cos'è MIZAI SHIATSU?

MIZAI* SHIATSU è una tecnica di lavoro sul corpo nata dalla sintesi fra diversi stili di shiatsu, tra i quali, lo shiatsu tradizionale, lo Zen shiatsu e l”Ohashiatsu.
Il MIZAI Shiatsu propone un approcio efficace e profondo, in grado di aumentare il livello di consapevolezza e di armonia interiore tanto in chi lo pratica quanto in chi lo riceve. Tecnica, esercizi, meditazione ed esposizione dei concetti filosofici della Medicina Tradizionale sono solo la base di un approccio che coinvolge la sfera fisica, mentale e spirituale.
Nel cuore della filosofia MI ZAI c”è la consapevolezza che è importante vivere il processo di crescita, non per raggiungere uno scopo, ma perchè la vita è il processo stesso. Quindi è un’arte che si evolve costantemente, come coloro che la praticano. Nel MIZAI SHIATSU il rigore della tradizione giapponese si arricchisce di una nuova dimensione di ascolto. Il movimento, semplice e fluido e la tecnica, precisa ed efficace, consentono di raggiungere un livello di qualità davvero superiore.
Apprendere, praticare e ricevere MIZAI SHIATSU significa entrare in una dimensione in cui il lavoro manuale e lavoro interiore si fondono in un’unica ed inconfondibile nota.

Cos'è MI ZAI?

*MI ZAI significa “non ancora”. L”origine di questa frase risale al Medio Evo giapponese; Hakuun Shutan (1025-1072) disse: “Alcuni studenti Zen sono venuti da posti lontani. Essi sono tutti illuminati. Predicano bene, la loro conoscenza della filosofia Buddista è grande e profonda e quando ho chiesto loro di comporre una poesia l”hanno fatta molto bene. Ma essi sono “non ancora”. Pensiamo alla nostra pratica ed ai nostri studi : nel profondo sappiamo che non ci sono nè un fine nè un certificato, “non ancora”. Nonostante ciò, siamo orientati verso una meta e ci aspettiamo anche il completamento come un “non ancora”, MI ZAI.

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Ipnosi

Ipnosi non verbale

Ipnosi ericksoniana

Ipnosi neurologica

Ipnosi regressiva 

ipnosi regressiva a vita precedente

Emotion Replacement Therapy

 

Conduttore:  dr. Maurizio D'Agostino

Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per Info: 3923800864

 

Definizioni di Ipnosi a cura di Maurizio D'Agostino

L’ipnosi è un fenomeno psicologico complesso, e questa sua caratteristica ha reso difficile, se non addirittura impossibile, un necessario accordo sulla sua definizione, prova ne sia che alcuni studiosi (Haley e Weitzenhoffer, ad esempio) preferiscono parlare di molte ipnosi, e non di una sola ipnosi.
Al momento nel panorama scientifico internazionale ci sono varie definizioni da cui è possibile partire per una riflessione.
American Psychological Association, 1993
American Psychological Association, 2003
University of Tennessee’s Conference on Brain Imaging and Hypnosis, 2003
British Psychological Society, 2001


1. American Psychological Association – Division 30 (Society of Psyhological Hypnosis) -1993 (Kirsh, I. 1994 Defining hypnosis for the public. Contemporary Hypnosis, 11, 142-143)

· l’Ipnosi e’ una procedura durante la quale un medico, uno psicologo o un ricercatore suggerisce che il paziente, cliente o partecipante faccia esperienza di cambiamenti nelle sensazioni, percezioni, pensieri o comportamenti;
· il contesto ipnotico e’ generalmente stabilito mediante una procedura di induzione
· le persone rispondono all’ipnosi in modi diversi.
Alcune persone sono altamente responsive nei confronti delle suggestioni ipnotiche e altre sono meno responsive.

· le persone che sono state ipnotizzate non perdono il controllo sul loro comportamento
· l’ipnosi è stata usata nel trattamento del dolore, della depressione, dell’ansia, dello stress, dei disturbi dell’abitudine, e in molti altri problemi psicologici e medici
in aggiunta al suo uso nei contesti clinici, l’ipnosi è usata nella ricerca con l’obiettivo di apprendere di più circa la natura dell’’ipnosi di per sé così come il suo impatto sulle sensazioni, percezioni, apprendimento, memoria e fisiologia.


2. American Psychological Association – Division 30 (Society of Psyhological Hypnosis) -2003 (Green, J. P.; Barabasz, A. F.; Barrett, D.; Montgomery, G. H.; 2005 Forging ahead: the 2003 APA division 30 definition of hypnosis. Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 53-3, 259-264)
L’ipnosi tipicamente riguarda un’introduzione alle procedure durante la quale viene detto al soggetto che gli verranno presentate suggestioni per esperienze immaginative. L’induzione ipnotica è una estesa suggestione iniziale affinché uno usi la propria immaginazione, e può contenere ulteriori elaborazioni dell’introduzione. Una procedura ipnotica viene usata per incoraggiare e valutare le risposte alle suggestioni.

Quando si usa l’ipnosi, una persona (il soggetto) è guidato da un altro (l’ipnotista) a rispondere a suggestioni per cambiamenti nell’esperienza soggettiva, alterazioni nella percezione, sensazione, emozione, pensiero, o comportamento. Le persone possono anche apprendere l’auto-ipnosi, che è l’atto di somministrarsi da sé le procedure ipnotiche. Se il soggetto risponde alle suggestioni generalmente si deduce che l’ipnosi è stata indotta. Molti credono che le risposte e le esperienze ipnotiche sono caratteristiche di uno stato ipnotico. Mentre alcuni pensano che non è necessario usare la parola ipnosi come parte dell’induzione ipnotica, altri pensano che sia essenziale.

I dettagli delle procedure e delle suggestioni ipnotiche saranno diverse a seconda dell’obiettivo del professionista e a seconda degli scopi del contesto clinico o di ricerca. Le procedure tradizionalmente prevedono suggestioni a rilassarsi, sebbene il rilassamento non sia necessario per l’ipnosi e nonostante possa essere usata una ampia varietà di suggestioni comprese quelle di diventare più vigili. Le suggestioni che permettono di valutare il livello di ipnosi mediante una comparazione delle risposte a scale standardizzate possono essere usate sia nel contesto clinico che in quello di ricerca.

Mentre la maggioranza delle persone risponde almeno ad alcune suggestioni, l’estensione dei punteggi sulle scale standardizzate varia da alto a trascurabile. Tradizionalmente, i punteggi vengono raggruppati nelle categorie “poco ipnotizzabile”, “mediamente ipnotizzabile”, “molto ipnotizzabile”. Come nel caso di altre scale di misura di costrutti psicologici quali l’attenzione e la consapevolezza, la salienza dell’evidenze dell’aver raggiunto l’ipnosi aumenta col crescere del punteggio dell’individuo.

3. University of Tennessee’s Conference on Brain Imaging and Hypnosis 2003 (Killeen, P. R. & Nash, M. R.; 2003 The four causes of hypnosis. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 51, 195-231)

L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza che prevede esperienze immaginative associate ad un elevato livello di convinzione soggettiva e del senso di involontarietà vissuta. Si manifesta nella situazione ipnotica, che a sua volta è calata in una più ampia matrice socioculturale di significati.Il processo del portare un soggetto in questo stato è chiamata procedura ipnotica, un nome che racchiude le operazioni salienti all’interno della situazione ipnotica. La risposta ipnotica prevede movimenti fisici e un loro resoconto soggettivo, con una corrispondenza tra quelli atipici e spesso sorprendenti, sia per il soggetto che per il pubblico.

4. British Psychological Society 2001 (Heap, M. 2005 Defining hypnosis: the UK experience, American Journal of Clinical Hypnosis, 48 – 2/3, 117-122)

Il termine “ipnosi” denota una interazione tra una persona, “l’ipnotista”, e un’altra persona o altre persone, il “soggetto” o i “soggetti”. In questa interazione l’ipnotista tenta di influenzare le percezioni, i sentimenti, il pensiero e il comportamento dei soggetti chiedendo loro di concentrarsi su idee e immagini che possano evocare gli effetti desiderati. Le comunicazioni verbali che l’ipnotista usa per raggiungere tali effetti vengono definite “suggestioni”.

Le suggestioni sono diverse dal tipo di istruzioni che vengono date nella quotidianità perché implicano che una risposta “valida” sia vissuta dal soggetto come avente la caratteristica dell’involontarietà o dell’assenza di sforzo. L’ipnosi è uno stato di veglia in cui l’attenzione di una persona è focalizzata lontano dal proprio contesto e assorbita da esperienze interne come i sentimenti, i pensieri e l’immaginazione. L’induzione consiste in una serie di istruzioni e suggestioni volte ad incoraggiare il soggetto ad avere un’esperienza di trance, ed è anche una serie di istruzioni e suggestioni che hanno lo scopo di aumentare la responsività del soggetto alle suggestioni che seguono.

 

Cos'è l'Ipnosi a cura del dr. Maurizio D'Agostino

Al di là di quello che sono le credenze comuni e quello che il cinema, la tv e le storie hanno finito con il creare sull'ipnosi, il processo ipnotico non presenta niente di magico, soprannaturale o miracoloso.
In realtà, si tratta di un fenomeno frequente che ognuno di noi sperimenta (senza averne consapevolezza o dando a esso un nome diverso), nel suo vivere quotidiano e, in particolare, nelle proprie interazioni con gli altri o nei momenti in cui l'accelerazione del nostro vivere frenetico rallenta lasciandoci soli con i nostri pensieri ed emozioni.
Per questo motivo cercheremo di meglio chiarire l'ipnosi secondo i seguenti criteri di analisi:

Uno stato particolare della coscienza: cioè quando per qualche minuto, senza accorgercene, smettiamo di fare attenzione al mondo esterno e poniamo attenzione ai nostri pensieri "distraendoci" da tutto il resto.
Un fenomeno naturale: l'ipnosi naturalistica è un comportamento che il nostro cervello realizza mediamente ogni 90 minuti per permettere ai nostri emisferi di associare l'esperienza del nostro vivere.
Uno strumento terapeutico: quando un terapeuta depotenzia l'attenzione di un soggetto (induzione) per implementare le sue capacità inconsce per mezzo di sollecitazioni psicologiche (suggestioni)
Un modello della terapia e del funzionamento della mente: quando si considera l'oscillazione tra uno stato di veglia ad uno alterato come attivazione dei processi primari (Inconscio) e un depotenziamento di quelli secondari (Conscio), percependo la realtà psicologica di una persona divisa e fluttuante tra momenti di consapevolezza e altri di inconsapevolezza
Un’esperienza quotidiana: Quando si rimane oltre modo catturati da dettagli che non hanno attinenza con i nostri obiettivi ma fanno insorgere in noi un appagamento emozionale (es. fissare una nuvola e il suo lento fluttuare, o vedere i dettagli di una foglia,ecc..)
Un’esperienza insolita: come la meditazione o il viaggio astrale derivate da percezioni autoipnotiche o quando compaiono micro-amnesie per gli oggetti o i nomi delle persone
Un sinonimo di dissociazione della coscienza: quando si confonde una persona con sovrastimolazione fino a produrne noia o affaticamento che porta ad una naturale alterazione delle sue percezioni.
E' inoltre importante comprende che cosa avviene durante l'ipnosi e quali realtà psicofisiologiche dell'individuo vengano a modificarsi.

Ipnosi Regressiva a cura del dr. Maurizio D'Agostino

L’ipnosi regressiva è una tecnica psicoterapeutica sperimentale che ricerca cause e soluzioni ad attuali disturbi psicologici in dettagli di eventi passati, recuperati inconsapevolmente. Nella regressione ipnotica, lo psicologo aiuta il paziente a ritornare indietro nel tempo con la memoria, sino a un luogo e un tempo precedenti, recuperando contenuti e ricordi risalenti addirittura a vite precedenti.

In questo modo, il terapeuta individua le radici simboliche dei disagi attualmente sentiti dal paziente, che viene messo in condizione di comprendere come le esperienze passate ne abbiano condizionato il comportamento e le scelte di vita.

L’ ipnosi regressiva è una tecnica usata con risultati apprezzabili nel trattamento di stati di ansia (specie fobie e attacchi d’ansia), disturbi dell’umore (depressione reattiva), disturbi alimentari (obesità, anoressia, bulimia), tabagismo e dipendenza da sostanze, disturbi psicosomatici (vomito ricorrente, irregolarità mestruale o disfunzioni erettili, gastrite, dermatiti), disturbi post traumatico da stress.

L’ipnosi regressiva si articola in quattro fasi:

induzione dello stato di trance;
approfondimento dello stato di trance, sino a condurre il paziente al suo subconscio;
uso di tecniche ipnotiche regressive per far rivivere al soggetto emozioni legate ad eventi passati;
emersione alla mente cosciente delle emozioni prima isolate, in modo che il terapeuta e il paziente possano identificare come questi eventi hanno avuto un impatto dannoso sulla vita dell’individuo.
L’ipnosi regressiva non è indicata per alcuni soggetti:

bambini e adolescenti perché non hanno ancora una personalità bel stabile e strutturata;
pazienti psicotici, perché soffrono di un alterato confine con la realtà e l’esperienza ipnotica potrebbe alimentare sia il distacco che i deliri conseguenti;
chi soffre di disturbi cardiovascolari e donne gravide, perché particolarmente sensibili – anche per questioni meramente organiche e ormonali – a emozioni troppo forti;
coloro che assumono psicofarmaci di tipo antiepilettico, perché maggiormente a rischio di alterazioni patologiche dello stato di coscienza;
persone con tendenze suidicarie, cioè pazienti gravemente depressi che durante o dopo lo stato ipnotico potrebbero mettere in atto i loro istinti autolesivi.

Meditazioni attive di Osho Rajneesh

- INTENSIVO di Meditazioni Attive di Osho - Conduttore: Dr. Maurizio D'Agostino

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

 

Ecco le meditazioni Attive:

- Meditazione dinamica

- Meditazione kundalini

- Gibberish

- Nataraji meditation

- Nadabrahma meditation

- Gourishankar meditation

- No dimension

- Whirling meditatiin

- Chakra Breathing

- Mandala meditation

- No Mind

- Devavani meditation

 

Perché le Meditazioni Attive?

L’uomo moderno è un fenomeno totalmente nuovo. Non possono essere utilizzati metodi tradizionali esattamente per come sono, l’uomo moderno non è mai esistito prima, per cui, in un certo modo, tutti i metodi tradizionali sono diventati irrilevanti.

Per esempio il corpo è cambiato moltissimo, è così intossicato che nessun metodo tradizionale può essere d’aiuto, tutta l’atmosfera adesso è artificiale: l’aria, l’acqua, la società, le condizioni di vita. Niente è naturale, siete nati in maniera artificiale, e vi sviluppate così, quindi oggi metodi tradizionali sarebbero dannosi, devono essere modificati in accordo con la situazione moderna.

Un’altra cosa è la qualità della mente che è fondamentalmente cambiata. All’epoca di Patanjali, il più famoso commentatore dello yoga, il centro della personalità umana non era il cervello, era il cuore. Prima di questo periodo, non era neanche nel cuore, ma ancora più in basso, vicino al secondo chakra, ma è andato sempre più lontano, adesso è nel cervello. Per questo motivo gli insegnamenti come quelli di Krishnamurti hanno seguito, non c’è bisogno di metodi, o di tecniche – solo comprensione. Ma se è solo una comprensione verbale, intellettuale, nulla può cambiare, o trasformarvi. Diventa di nuovo un accumularsi di conoscenza.

Adopero metodi caotici invece di metodi sistematici, un metodo caotico aiuta molto nello spingere il centro sotto, lontano dal cervello, non si può fare con metodi sistematici in quanto il metodo sistematico è un lavoro cerebrale. Attraverso un metodo sistematico il cervello sarà rinforzato, sarà aggiunta ancora più energia. Attraverso metodi caotici il cervello viene annullato, non ha niente da fare, il metodo è così caotico che il centro automaticamente viene portato dal cervello al cuore. Se fate vigorosamente la Meditazione Dinamica, che è un mio metodo, senza sistemi, caoticamente, il vostro centro si muoverà verso il cuore, e allora potrà esserci la catarsi.

Abbiamo bisogno della catarsi perché il cuore è sopraffatto, per colpa del cervello che si è preso così tanto potere sul tuo essere, da dominarti. Non esiste uno spazio per il cuore, quindi i desideri del cuore sono soppressi. Non avete mai riso di cuore, o vissuto di cuore, non avete mai fatto nulla a cuore pieno. Il cervello è sempre venuto in mezzo a sistemare, a rendere tutto matematico, ed il cuore è stato vanificato. Quindi, per prima cosa, avete bisogno di un metodo caotico per spingere il centro della consapevolezza dal cervello verso il cuore.

Poi avete bisogno della catarsi per alleggerire il cuore, per buttare via le soppressioni, per aprirlo; se il cuore diventa luminoso e senza pesi, il centro della consapevolezza verrà spinto ancora più sotto, arrivando al navel, due dita sotto il secondo chakra. Il navel è la risorsa della vitalità, il seme da cui proviene ogni cosa: corpo e mente, e tutto.

Adopero questi metodi caotici con considerazione reale, la metodologia sistematica non sarà di aiuto, il cervello la userà come uno strumento proprio, né potrà aiutare il solo cantilenare bhajans, il cuore è adesso così pesante che non potrà fiorire cantando, la consapevolezza dovrà essere spostata giù verso la sorgente, le radici, solo allora avrete la possibilità di trasformarvi, per questo adopero metodi caotici per spingere la consapevolezza sotto spostandola dal cervello.

Ogni volta che siete nel caos, il cervello smette di funzionare. Per esempio, se state guidando una macchina e qualcuno corre di fronte a voi, la reazione è così improvvisa che non può venire dal cervello, il cervello prende tempo. Pensa su quello che può essere fatto o no. Quindi ogni volta che esiste la possibilità di un incidente e premete sul freno, sentite una sensazione vicino al navel, come se fosse lo stomaco a reagire, la consapevolezza è spinta in basso verso la pancia per l’incidente. Se fosse possibile calcolare l’incidente prima, il cervello sarebbe capace di accordarsi, ma se siete in un incidente, succede qualcosa di sconosciuto, allora potete notare che la consapevolezza si è spostata verso il secondo chakra.

Se chiedete ad un monaco Zen, “Dov’è la parte in cui pensi?” metterà le mani sulla pancia. Quando gli occidentali vengono in contatto con monaci Giapponesi, per la prima volta non capiscono, “Che cosa senza senso! Come potete pensare con la pancia?”

Ma la risposta Zen è piena di significato. La consapevolezza può adoperare qualsiasi centro nel corpo, ed il centro più vicino al centro originale è il navel. Il cervello è molto lontano dalla sorgente originale, quindi se l’energia vitale si muove verso l’esterno, il centro della consapevolezza sarà nel cervello, ma se si muove verso l’interno, il navel sarà alla fine il centro.

I metodi caotici sono necessari per spingere la consapevolezza verso le sue radici, solo allora sarà possibile la trasformazione. Altrimenti andrete avanti verbalizzando e non sarà possibile alcuna trasformazione. Non è sufficiente sapere solo che cosa è giusto, dovete trasformare le radici, altrimenti non cambierete.

Quando conoscete la cosa giusta e non potete far nulla, diventa una tensione doppia, comprendete, ma non potete far nulla. La comprensione diventa significativa solo quando proviene dal navel, dalle radici. Se comprendete con il cervello, non vi trasformerete.

La verità suprema non può essere conosciuta con il cervello, quando funzionate con esso siete in conflitto con le radici da cui siete venuti, e tutto il problema è che vi siete spostati lontano dal navel, da dove siete venuti e dove morirete, e dovreste tornare alle radici, ma il tornare è difficile, arduo.

I metodi tradizionali hanno attrattiva perché sono così antichi e così tante persone sono arrivate con essi nel passato. Forse per noi sono diventati irrilevanti, ma non erano così irrilevanti per Buddha, Mahavira, Patanjali o Krishna, erano pieni di significato e aiutavano. Adesso forse sono privi di significato, ma poiché il Buddha è arrivato attraverso essi, continuano ad avere fascino. I tradizionalisti sentono: “Se Buddha ha raggiunto attraverso queste metodologie, perché io non posso?”

Ma adesso siamo in una situazione interamente diversa, tutta l’atmosfera, tutta la sfera di pensiero è cambiata, ogni metodo è organico per una situazione particolare, per una mente particolare, per un uomo particolare. Il fatto che i vecchi metodi non funzionano indica che nessun metodo è utile, significa che i metodi stessi devono cambiare. Per come vedo la situazione, l’uomo moderno è cambiato così tanto da aver bisogno di nuovi metodi e tecniche nuove.

Osho, The Psychology of the Esoteric, Talk #4

 

Meditazione Osho: ecco le tecniche attive

La meditazione Osho si articola in diverse tecniche attive o meditazioni attive, ovvero tecniche di meditazione imperniate non su posizioni statiche (come immaginiamo la meditazione classica), ma sul movimento e quindi il dinamismo, per sciogliere le tensioni del corpo prima di dedicarci all’esperienza dell’immobilità.

La meditazione osho non è l’unica tecnica di questo genere che può avere effetti benefici sull’individuo, infatti ve ne sono molte altre e tutte diverse tra loro; ecco per esempio la meditazione zen per guardare dentro se stessi.

Osho considera che l’uomo contemporaneo vive immerso nell’ansia e nella frenesia, la sua mente è inquieta ed il suo corpo è un intreccio di blocchi energetici e corazze fisico-caratteriali. Il punto di partenza per meditare, dunque, è un lavoro legato al movimento, il solo che potrà condurci poi verso l’immobilità e la Pace.

Esistono diversi tipi di meditazione Osho attiva, sviluppati dal maestro indiano nel corso degli anni, all’interno dei suoi ashram. Scopriamo le tecniche principali e come funzionano.

 

Le meditazioni attive di Osho

Meditazione Dinamica

La  più nota tra le meditazioni attive di Osho è la meditazione dinamica. Dinamica, contro le classiche meditazioni statiche, perchè imperniata sul movimento, sull’attività del corpo. Strutturata in 5 stadi, prevede un’iniziale utilizzo del respiro in modo caotico, poi una fase di totale “follia” ed “esplosione”, seguita da 10 minuti in cui si ripete un mantra sufi accompagnato da un saltello. Le ultime due fasi, le più lunghe, sono l’esercizio dello “stop!” e la celebrazione finale.

Questa meditazione è un modo rapido, intenso, profondo e diretto per rompere schemi e modelli atavici e fortemente radicati nel corpomente – qualcosa che tiene imprigionati nel passato – così da sperimentare la libertà, l’essere un testimone, il silenzio e la pace nascoste dietro le mura di quella prigione.

Istruzioni
La meditazione dura un’ora ed è composta da cinque stadi. Tieni gli occhi chiusi per tutto il tempo e, se necessario, usa una mascherina.

Primo stadio: 10 minuti. Respira attraverso il naso in modo caotico, lascia che la respirazione sia intensa, profonda, veloce, senza ritmo, senza schemi – e resta sempre concentrato sull’espirazione. Il corpo si prenderà cura di inspirare. Fai in modo che il respiro penetri in profondità nei polmoni. Fallo nel modo più veloce e intenso possibile, fino a quando diverrai letteralmente il respiro. Usa i movimenti naturali del corpo per aiutarti ad accumulare l’energia: sentila crescere, ma, in questo primo stadio, non lasciarla andare.

Secondo stadio: 10 minuti. ESPLODI!... Lascia uscire tutto ciò che deve essere buttato fuori. Segui il tuo corpo. Dai al tuo corpo la libertà di esprimere qualsiasi cosa sia presente. Diventa totalmente matto: urla, grida, piangi, salta, scalcia, scuotiti, balla, canta, ridi, buttati per terra, rotolati. Non trattenere niente; mantieni tutto il corpo in movimento. Un po’ di recitazione, spesso, aiuta l’inizio di questa fase. Non permettere mai alla tua mente di interferire con quello che accade. Diventa matto in modo consapevole. Sii totale.

Terzo stadio: 10 minuti. Con le braccia alzate sopra la testa, salta su e giù gridando il mantra: “Hu! Hu! Hu!” il più profondamente possibile. Ogni volta che atterri sulla pianta dei piedi, lascia che il suono martelli in profondità nel centro sessuale. Dai tutto ciò che hai; sfinisciti, esaurisciti completamente.

Quarto stadio: 15 minuti. STOP! Immobilizzati dove sei, in qualsiasi posizione ti trovi. Non aggiustare la posizione del corpo in alcun modo. Un colpo di tosse, un movimento – qualsiasi cosa dissiperà il flusso dell’energia, e lo sforzo sarà stato inutile. Sii un testimone di tutto ciò che ti accade.

Quinto stadio: 15 minuti. Celebra! Con la musica e la danza, esprimi qualunque cosa sia presente in te. Porta questa vitalità con te durante l’intera giornata.

 

Meditazione Kundalini

Altra meditazione dinamica molto nota di Osho è la meditazione kundalini. Immergersi totalmente nello scuotimento e nella danza durante i primi due stadi aiuta a sciogliere il proprio essere rigidi come sassi, in qualsiasi punto il fluire dell’energia sia stato represso e bloccato. Poi quell’energia può scorrere, danzare ed essere trasformata in gioia e beatitudine.
Gli ultimi due stadi permettono a tutta questa energia di scorrere verticalmente, di muoversi verso l’alto nel silenzio. Un modo estremamente efficace di sciogliersi e rilassarsi, lasciandosi andare alla fine della giornata.

Osho sul come scuotersi:

“Se stai facendo la Meditazione Kundalini, lascia accadere lo scuotimento – non farlo! Stai in piedi in silenzio, sentilo arrivare; e quando nel tuo corpo inizia un piccolo tremito, incoraggialo, ma non farlo! Goditelo, sentiti estatico, dagli spazio, accoglilo, dagli il benvenuto, ma non farlo!

Se lo forzi, diventerà un esercizio, un esercizio fisico. In questo caso lo scuotimento ci sarà, ma sarà solo in superficie; non entrerà in profondità dentro di te. Rimarrai solido, simile a una roccia, incrollabile; rimarrai il manipolatore, colui che agisce, e il corpo si limiterà a seguirti. Il corpo non è il problema, il problema sei tu.

Quando dico scuotiti, mi riferisco alla tua solidità; il tuo essere incrollabile come una roccia deve scuotersi proprio dalle fondamenta, in modo che diventi liquido, fluido, si sciolga e scorra. E quando il tuo essere pietrificato si scioglierà, anche il tuo corpo lo seguirà. A quel punto non ci sarà colui che si scuote, ma solo lo scuotimento; allora nessuno lo starà facendo, semplicemente accadrà da solo. Colui che agisce non c'è più.

Divertiti, ma non volerlo. E ricorda, ogni volta che vuoi una cosa, non ne puoi godere. Sono contrari e opposti, non si incontrano mai. Se vuoi una cosa non ne puoi godere, se ne godi non puoi volerla". Osho

Istruzioni:

Questa meditazione dura un’ora e ha quattro stadi.

Primo stadio: 15 minuti. Sii sciolto e lascia che tutto il corpo si scuota. Senti salire le energie dai piedi verso l’alto. Lascia andare ogni singola parte e diventa lo scuotimento. Gli occhi possono essere aperti o chiusi.

Secondo stadio: 15 minuti. Danza – come più ti piace, e lascia che tutto il corpo si muova come desidera. Gli occhi possono essere aperti o chiusi.

Terzo stadio: 15 minuti. Chiudi gli occhi e rimani immobile, seduto o in piedi, osserva come un testimone qualsiasi cosa stia succedendo dentro e fuori di te.

Quarto stadio: 15 minuti. Tenendo gli occhi chiusi, sdraiati e rimani immobile. 

 

Meditazione Nataraj

Decisamente dinamica e attiva è anche la meditazione Nataraj, 65 minuti di danza di cui 40 trascorsi a danzare in modo spontaneo e incontrollato, 20 di tranquillità ad occhi chiusi e 5 di danza celebrativa finale.

Nataraj è l’energia della danza. Si tratta di danza come meditazione totale, in cui tutte le divisioni interiori scompaiono e rimane una consapevolezza sottile e rilassata.

"Dimentica colui che danza, il centro dell’ego, diventa la danza: quella è meditazione. Danza così intensamente da dimenticare completamente che “tu” stai danzando e comincia a sentire che sei la danza. Ogni divisione deve scomparire, allora diventa meditazione; se esiste ancora una divisione, si tratta solo di un esercizio: buono, salutare, ma non si può dire che sia spirituale.

È un semplice ballo; il ballo di per sé è una cosa salutare: nei suoi limiti, è ottimo. Alla fine ti senti fresco e ringiovanito; ma non è ancora meditazione. Colui che danza deve arrivare a scomparire, finché rimane solo la danza....Non restare in disparte, non essere un osservatore. Partecipa!

E sii giocoso. Ricordati sempre questa parola: “Gioco”. Con me è fondamentale". Osho

Istruzioni:

La meditazione dura 65 minuti ed è divisa in tre fasi.

Primo stadio: 40 minuti. Con gli occhi chiusi, danza come se fossi posseduto. Lascia che il tuo inconscio prenda il sopravvento completamente. Non controllare i tuoi movimenti e non essere un testimone che osserva ciò che sta accadendo. Sii soltanto totale nella danza.

Secondo stadio: 20 minuti. Tenendo gli occhi chiusi, sdraiati immediatamente. Rimani in silenzio e immobile.

Terzo stadio: 5 minuti. Celebra danzando, divertiti e gioisci

 

Meditazione Nadabrahma

Più statica, ma non del tutto, è la meditazione Nadabrahma, un’ora di meditazione accompagnata dalla ripetizione di un mantra e da movimenti particolari delle mani.

Nadabrahma è la meditazione dell’“humming” – è con l’emissione del suono “mmmmmmm” a bocca chiusa e i movimenti delle mani che le parti in conflitto iniziano a sintonizzarsi, portando armonia a tutto il tuo essere. Poi, con il corpo e la mente in totale sintonia, scivoli fuori dalla loro presa e diventi un testimone di entrambi. Questo osservare dall’esterno è ciò che porta pace, silenzio e beatitudine.

“Così nella Meditazione Nadabrahma ricorda questo: lascia che il corpo e la mente si sintonizzino, ma tu diventane un testimone. Allontanati da entrambi, facilmente, lentamente, dalla porta di servizio, senza lotta”. Osho

Istruzioni:

La meditazione dura un’ora ed è divisa in tre fasi. Gli occhi restano chiusi per tutto il tempo.

Primo stadio: 30 minuti. Siediti in una posizione rilassata con gli occhi chiusi e le labbra unite. Inizia a emettere il suono continuo “mmmmmm” – con un volume sufficiente da farti udire da chi ti è vicino, se una persona fosse seduta accanto a te – e da creare una vibrazione in tutto il corpo. Puoi visualizzare una canna cava o un recipiente vuoto, riempito solo con la vibrazione del suono “mmmmmm”. Arriverà un punto in cui il suono continua da solo e tu diventi l’ascoltatore. Non c'è bisogno di respirare in modo particolare, puoi anche modificare la tonalità del suono e muovere il corpo con dolcezza e lentamente, se senti che accade naturalmente.

Secondo stadio: 15 minuti. Il secondo stadio è diviso in due parti, ciascuna di sette minuti e mezzo. Nella prima parte, muovi le mani, con i palmi rivolti verso l’alto, in un movimento circolare diretto verso l'esterno. Partendo all’altezza dell’ombelico, entrambe le mani si muovono in avanti per poi dividersi e comporre due larghi cerchi speculari, a destra e a sinistra. Il movimento dovrebbe essere così lento che, a volte, sembrerà non esserci affatto movimento. Senti che stai dando energia all’esterno, all’universo.
Dopo sette minuti e mezzo, quando la musica cambia, gira le mani con il palmo verso il basso e inizia a muoverle nella direzione opposta. Ora le mani si accosteranno l'una all'altra in direzione dell’ombelico e da lì si separeranno, andando verso l'esterno ai lati del corpo. Senti che stai ricevendo energia all’interno.
Come nel primo stadio, non inibire gli eventuali movimenti lenti e morbidi del resto del corpo.

Terzo stadio: 15 minuti. Ora ferma il movimento delle mani e semplicemente siedi rilassato.

  

Gourishankar Meditation

Questa meditazione dura un’ora e ha quattro stadi di 15 minuti ciascuno.

Osho dice che se nel primo stadio la respirazione viene fatta correttamente, l’anidride carbonica che si forma nel sangue ti farà sentire così in alto come se fossi sulla cima del Gourishankar (Monte Everest). Questo “picco” va mantenuto anche negli stadi seguenti, sia nel guardare in modo sfocato, sia nel “Latihan” di movimenti delicati e spontanei, che nella presenza silenziosa dello star fermi.

Primo stadio: 15 minuti. Siediti con gli occhi chiusi. Inspira profondamente attraverso il naso, riempi i polmoni. Trattieni il respiro il più a lungo possibile; quindi espira dolcemente attraverso la bocca, e mantieni i polmoni vuoti il più a lungo possibile. Continua questo ciclo di respirazioni per tutta la prima fase.

Secondo stadio: 15 minuti. Ritorna ad una respirazione normale e con sguardo dolce e sfocato, guarda la fiamma di una candela o una luce blu lampeggiante. Rimani immobile.

Nota: coloro che hanno un disturbo neurologico come l’epilessia non dovrebbero mai usare una luce stroboscopica o lampeggiante per questa meditazione. Possono invece fare il secondo stadio con gli occhi bendati.

Terzo stadio: 15 minuti. Con gli occhi chiusi, alzati in piedi e lascia il tuo corpo morbido e ricettivo. Le energie sottili faranno si che il corpo si muova al di fuori del tuo normale controllo. Permetti al Latihan di accadere. Non fare il movimento: lascia che il movimento accada, dolcemente e con grazia.

Quarto stadio: 15 minuti. Sdraiati con gli occhi chiusi, in silenzio ed immobile.

 

Meditazione Whirliling

Osho sviluppò numerose altre tecniche di meditazione attiva, spesso recuperando o ispirandosi ad antichi insegnamenti sapienziali. È il caso della meditazione Whirling (in inglese “ruotare”), ispirata alla rotazione su se stessi dei dervisci Mevlevi.

Con il whirling si gira in tondo su una base musicale, imparando la tecnica per non cadere e poi riposando, a fine meditazione, a contatto con la terra. I dervisci ritenevano che questa pratica consentisse di raggiungere stati estatici, e svilupparono in tal senso tutta una mistica cui punto di riferimento è il poeta persiano Rumi.

Dura un’ora e ci sono 2 stadi: whirling e rilassamento.

Il whirling è un’antica tecnica sufi. Mentre tutto il tuo corpo sta girando su se stesso diventi consapevole del tuo essere, l’osservatore che è nel centro e che non si muove. Impari ad essere un osservatore disidentificato al centro del ciclone.

“Il Whirling è una delle tecniche più antiche, ed una delle più efficaci. Va così in profondità che anche una sola esperienza può trasformati completamente. Gira su te stesso con gli occhi aperti, proprio come un bambino che continua a volteggiare, come se il tuo essere interiore sia diventato il centro e tutto il corpo una ruota, in movimento come la ruota di un vasaio. Tu sei nel centro, ma tutto il corpo è in movimento”. Osho

Primo stadio: 45 minuti. Il Whirling viene fatto girando su se stessi sul posto in senso anti-orario, con il braccio destro in alto, il palmo rivolto verso l’alto ed il braccio sinistro in basso, il palmo rivolto verso il basso. Continua a girare su te stesso proprio come fa un bambino. Le persone che si sentono a disagio a girare in senso anti-orario, possono cambiare e girare in senso orario, cambiando anche la posizione delle braccia. Lascia che il corpo sia rilassato e tieni gli occhi aperti ma non focalizzati, in modo che le immagini si confondano e possono fluire. Resta in silenzio.

Per i primi 15 minuti gira lentamente. Poi aumenta gradualmente la velocità fino a che il girare prenda il sopravvento facendoti diventare un vortice d’energia – la periferia è una tempesta in movimento, al centro il testimone silenzioso e immobile!

Quando girerai così velocemente da non poter restare in piedi, il corpo cadrà da solo. Fai in modo da non essere tu a prendere la decisione e non cercare di “organizzare” la caduta in anticipo; se il tuo corpo è rilassato cadrai dolcemente e la terra assorbirà la tua energia. Una volta che sei caduto per terra, rimani là, questo è il momento in cui inizia la seconda parte della meditazione.

Secondo stadio: 15 minuti. Se non sei ancora caduto quando la musica finisce, permetti al corpo di cadere per terra. Girati immediatamente sullo stomaco, in modo che l’ombelico sia a contatto con la terra, ascolta il tuo corpo fondersi con la terra, come un bambino piccolo nel grembo materno. Se ti senti a disagio in questa posizione puoi sdraiarti sulla schiena.

Tieni gli occhi chiusi e rimani passivo, fermo, in silenzio. 

 

Chakra Breathing

1º stadio (45 minuti). Chiudi gli occhi e con la bocca aperta respira profondamente nel primo chakra. Mentre respiri porta l'attenzione alla zona pelvica del tuo corpo, la dove ha sede il primo chakra. Metti la stessa enfasi sia nell'inspirazione che nella espirazione, ma non forzare. Respira con un ritmo che sia piacevole e ti permetta di essere consapevole delle emozioni e sensazioni di ogni chakra. Respira nel primo sino al suono del cimbalo, a questo punto inizia a respirare nel secondo.

Ogni volta che senti il suono del cimbalo sposta questa respirazione rapida e profonda nel chakra successivo - il terzo, poi il quarto, il quinto, il sesto e infine il settimo. Mentre passi da un chakra all'altro la tua respirazione dovrebbe essere più rapida e sottile, in modo che quando sei nel settimo chakra il numero di respiri sia doppio rispetto a quando eri nel primo. Mentre respiri, è d'aiuto scuotere il corpo, stirarlo, oppure ruotare il bacino e muovere le mani in qualsiasi modo, rimanendo però con i piedi nella stessa posizione. Fai in modo che i piedi, le ginocchia, le anche e le altre giunture rimangano elastiche, cosicché una volta che hai iniziato la respirazione e i movimenti del corpo, tutto accada con continuità e senza alcuno sforzo. Lascia che la tua consapevolezza sia principalmente con le sensazioni dei chakra, piuttosto che con la respirazione o i movimenti del corpo. Dopo aver respirato nel settimo chakra, sentirai suonare i cimbali tre volte. Questo è il segnale di lasciare che il respiro e la consapevolezza scendano di nuovo verso il basso attraverso ogni centro. Mentre torni indietro fai in modo che passando di chakra in chakra il respiro rallenti. Lascia che dal settimo chakra l'energia defluisca da sola, in modo da includere l'intero spettro delle energie dei chakra da cima a fondo, come i sette colori che compongono l'arcobaleno. Questa respirazione all'indietro dovrebbe durare due minuti circa e sei tu a stabilire quanto a lungo respirare in ogni singolo centro di energia.

Quando hai terminato questa prima sequenza resta in silenzio per alcuni istanti, prima di iniziare la sequenza successiva. La sequenza di respirazione, verso l'alto e verso il basso, andrebbe ripetuta tre volte, o per un totale di 45 minuti. Se mentre respiri, all'inizio, non senti l'energia dei tuoi chakra, semplicemente respira nella zona in cui sono localizzati. Ricorda di non forzare la respirazione: al contrario permetti che il respiro e il movimento del corpo siano un veicolo che ti trasporta nelle sensazioni e nelle qualità energetiche di ogni chakra. Il diventare sensibili alle diverse qualità di ogni chakra non accade attraverso lo sforzo, ma tramite la consapevolezza e la pazienza.

2º stadio (15 minuti). Dopo la terza sequenza di respirazione, siediti ad occhi chiusi per almeno 15 minuti, o anche più a lungo. Mentre sei seduto non focalizzarti su nulla di particolare, permettiti di diventare consapevole e di osservare qualsiasi cosa accada dentro. Ricorda che, per qualsiasi meditazione, Osho ha suggerito di essere rilassati, di restare testimone dell'esperienza

 

Mandala meditation

E' una tecnica catartica molto forte. Crea un cerchio di energia che porta a centrarsi in se stessi in modo naturale. Molto energetica. Osho ha ideato decine di tecniche di meditazione adatte per l'uomo contemporaneo. Molte di queste sono accompagnate da musica.

Le emozioni non espresse e la vita stressata possono interferire con la capacità di vivere gioiosamente e di riuscire a porsi in relazione agli altri: le meditazioni attive di Osho si sono dimostrate un ottimo supporto per allentare le tensioni ed i blocchi e diventare più sereni e rilassati.
Si compone di quattro stadi di 15 minuti ciascuno.

1º stadio (15 minuti). Corri "da fermo" a occhi aperti, iniziando lentamente e poi aumentando gradatamente la velocità. Solleva le ginocchia il più in alto possibile. Respira profondamente e in modo regolare per muovere, all'interno del corpo, l'energia: scorda la mente e scordati il corpo, continua senza mai interromperti.

2º stadio (15 minuti). Siedi a occhi chiusi con la bocca aperta e rilassata. Ruota il corpo dolcemente all'altezza del bacino, come una canna di bambù mossa dal vento. Senti il soffio del vento che ti porta da una parte all'altra, avanti e indietro e ti fa ruotare in cerchio. Questo movimento porterà verso il centro dell'ombelico le energie risvegliate nel primo stadio.

3º stadio (15 minuti). Sdraiati sulla schiena, apri gli occhi e falli ruotare in direzione oraria, tenendo ferma la testa. Lascia che compiano nelle orbite una rotazione completa e molto ampia, come se seguissero la lancetta dei secondi di un grande orologio. La rotazione deve essere fatta il più velocemente possibile.
E' importante che la bocca rimanga aperta e la mascella rilassata, il respiro deve essere sempre calmo e regolare. Questo movimento porterà le tue energie a centrarsi nel terzo occhio.

4º stadio (15 minuti). Chiudi gli occhi e rimani assolutamente immobile.

 

No Dimension

Di origine Gurdjieffiana è divisa in tre fasi, la prima, di mezz'ora, con movimenti nelle quattro direzioni è seguita da 15 minuti di whirling. Poi il rilassamento.

Istruzioni:

1° stadio. In piedi, poni la mano sinistra sul cuore e la destra sulla pancia. Ascolta la musica e sintonizzati con il ritmo del tuo respiro. Posizione di partenza: poni entrambe le mani sulla pancia, inspira attraverso il naso e solleva le mani verso il cuore. Espira in modo udibile attraverso la bocca e allunga in avanti mano e piede destri, mentre la mano sinistra ritorna alla pancia. Ritorna alla posizione di partenza. Ripeti la sequenza di respiro e movimento portando in avanti mano e piede sinistri e ritornando alla posizione di partenza. Ripeti nuovamente la sequenza allungando mano e piede destri di lato, a 90°e ritornando alla posizione di partenza. Di nuovo la stessa sequenza con una svolta di 90° a sinistra e ritorno alla posizione di partenza. Nella sequenza successiva compi una svolta di 180° verso destra muovendo mano e piede destri, quindi ritorna alla posizione di partenza. Ripeti la svolta di 180° verso sinistra muovendo piede e mano sinistri. Ricorda di far sempre partire il movimento dal tuo centro, l'hara, e usa la musica per stare al giusto ritmo. I movimenti dovrebbero susseguirsi in maniera fluida, e non diventare automatici. La danza inizia lentamente e il ritmo va crescendo di intensità.

2° stadio. Inizia a girare su te stesso in senso antiorario, con gli occhi socchiusi, tenendo le braccia aperte con il palmo destro volto verso l'alto e il sinistro verso il basso. Respira normalmente e lasciati assorbire dal movimento. Se girare in senso antiorario ti disturba, cambia la direzione e la posizione delle mani. Se avverti un senso di nausea, focalizzare lo sguardo sulla mano o sul pollice sinistro può esserti d'aiuto. Se il corpo si lascia cadere a terra da solo, va benissimo. Per concludere la whirling rallenta la velocità, e lascia che le mani si incrocino sul petto.

3° stadio. Silenzio. Stenditi a terra, preferibilmente sulla pancia, gli occhi chiusi. Vai dentro e lasciati diventare un testimone.

 

 Meditazione No Mind

Primo stadio (40minuti): gibberish, o emissione di suoni senza senso.. Lascia uscire ogni cosa, impazzisci consapevolmente. Emetti suoni selvaggi, oppure parla usando una lingua qualsiasi, ma non la tua. Agita le braccia e il corpo per accompagnare quel parlottio. La mente pensa tramite le parole; il gibberish aiuta a spezzare questo schema di continua verbalizzazione. Senza reprimere i tuoi pensieri, con questa meditazione li puoi espellere dal tuo organismo.

Secondo stadio (40 minuti): essere un testimone. Siedi assolutamente immobile, in silenzio, rilassato e ad occhi chiusi, raccogli in te tutta la tua energia. Lascia che i tuoi pensieri si allontanino sempre di più da te, e concediti di cadere nel profondo silenzio e nell'intima quiete che esiste nel centro del tuo essere. Sii consapevole e totalmente presente nel momento.

Terzo stadio (5 minuti): lasciarsi andare ("Let-go"). Lascia che il tuo corpo ricada all'indietro fino a terra, senza fare sforzi nè controllarlo. Mentre sei sdraiato, continua ad essere un testimone consapevole di non essere il corpo, nè la mente: sei qualcosa di separato da entrambi. Viaggiando sempre più a fondo nel tuo essere, a un certo punto arriverai a toccare il tuo centro. Tieni gli occhi chiusi.

"Usa il gibberish per impazzire consapevolmente. Impazzisci conservando un'assoluta consapevolezza, in modo tale da diventare il centro del ciclone. Lascia semplicemente affiorare qualsiasi cosa, senza preoccuparti minimamente che abbia un senso, o che sia ragionevole. Espelli semplicemente dalla mente tutto il pattume che si è accumulato dentro di essa e crea, in questo modo, lo spazio in cui il Buddha appare." Osho

 

 Devavani Meditation

La meditazione dura un’ora ed è composta da quattro stadi. Tieni gli occhi chiusi per tutto il tempo.

In questa meditazione una lingua che non si conosce, in modo quieto e carezzevole si muove e parla attraverso il meditatore che diventa un vaso vuoto, un canale, un tramite.

Questa tecnica rilassa profondamente la mente e crea una pace interiore. Può essere praticata in qualsiasi momento del giorno; se fatta come ultima attività della sera, genera anche un sonno profondo.

Primo stadio: 15 minuti. Siedi tranquillo e ascolta la musica.

Secondo stadio: 15 minuti. Inizia a emettere suoni senza senso, ad esempio: “La la la…” e continua fino a quando cominceranno ad affiorare suoni simili a parole sconosciute. Questi suoni devono giungere dalla parte del cervello con cui non hai familiarità, usata da bambini prima di apprendere il linguaggio. Fa' in modo di avere un’intonazione dolce, come se stessi conversando; senza piangere o gridare, ridere o urlare.

Terzo stadio: 15 minuti. Alzati in piedi e continua questo tipo di linguaggio sconosciuto, permettendo al tuo corpo di muoversi dolcemente in armonia con i suoni. Se il tuo corpo è rilassato, le energie sottili creeranno un Latihan – un movimento spontaneo e non strutturato, fuori dal tuo controllo.

Quarto stadio: 15 minuti. Sdraiati. Rimani in silenzio e immobile.

 

 

Yoga

Si svolgono sessioni di YIN YOGA, HATHA YOGA, FLOW YOGA, YOGA TERAPIA, MEDITAZIONE ed ESERCIZI DI RESPIRAZIONE (PRANAYAMA).

LEZIONI DI YOGA: Martedì ore 18.30 e Giovedì ore 9.30.

Durata delle lezioni: 75 minuti.

L'insegnante: Caterina Allegra.  

Le lezioni sono aperte a tutti. 

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

 

Cos'è l' YIN YOGA

Yin Yoga – l’arte della quiete negli asana.
Yin Yoga è una pratica semplice e dal ritmo lento, che agisce sul tessuto fasciale profondo del corpo. Allo stesso tempo aiuta a migliorare la capacità di movimento delle articolazioni, a stimolare il flusso energetico dei meridiani e degli organi, a calmare le emozioni, ed a preparare il corpo e la mente per stati profondi di meditazione.

Mantenendo ogni asana per alcuni minuti e seguendo una respirazione profonda e consapevole, lentamente si cominciano a rilassare i muscoli, permettendo al tessuto connettivo profondo (fascia, legamenti, tendini ed ossa) di nutrirsi, fortificarsi ed “allugarsi” in modo sicuro e terapeutico.

La pratica Yin si focalizza sull’auto-osservazione e l’ascolto. Quando si assume una postura, seguendo l’allineamento naturale, si lasciano andare tutte le distrazioni e idee preconcette e si porta l’attenzione in modo particolare nel momento presente, su un’intenzione e senza giudicare, sviluppando così la capacità di sentire il movimento nel non-movimento, di percepire le sensazioni del corpo o le emozioni che emergono, e di sentire il respiro, con la mente e con il cuore. (Tratto da yinyogaitalia.com)

Cos'è il Flow Yoga

 Lo Yoga Flow, anche detto Vinyasa Yoga flow, è un tipo di yoga che, attraverso la sincronizzazione del respiro con il movimento (vinyasa), unisce in un unico flusso (flow) una serie di posture (asana). La base è sempre l'Hatha Yoga. Al fluire delle posizioni si somma un'assoluta libertà di combinare e unire. Diventa qualcosa che ha un andamento non troppo ridimensionato o costrtto in una sequenza. 

Non siamo nell'Ashtanga yoga, la tradizione per cui le sequenze sono fissate.Qui la sequenza delle posture non è prestabilita e ordinata nell’ambito di una specifica serie. Questa flessibilità sequenziale permette allo studente di sperimentare asana sempre diverse e appartenenti a diversi stili di yoga. Si tratta di una specifica acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio corpo come parte integrante della propria esistenza. Ne guadagnano flessibilità e forza simultaneamente. Le asana formano una coreografia armonica, coordinate dalla respirazione, che permette di controllare i piegamenti, gli allineamenti, il rilassamento e le torsioni. Questo stile di yoga aiuta a sviluppare anche equilibrio e agilità. Praticando costantemente si possono attenuare i disturbi che colpiscono la schiena e la zona cervicale, ma anche emicrania e stipsi. (cure-naturali.it)

Tai Chi Chuan & Qi gong

Tai Chi Chuan & Qi gong

LEZIONI DI TAI CHI È QI GONG: ogni lunedì e venerdì ore 19

il Maestro: Nazareno Russo

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

 

 

Pranic Healing - gruppo di pratica e ricerca

- Corso di pranic healing livello base - 1^ livello 

- Corso di Pranic Healing avanzato  - 2^ livello 

- Corso di Psicoterapia Pranica - 3^ livello 

- Cristalloterapia Pranica 

- Corso di Super Brain Yoga 

- Corso di autodifesa psichica 

- Corso sulla meditazione per l'Unione con l'anima "Soul Realization" 

 

ISTRUTTORE DEI CORSI: MAURIZIO PARMEGGIANI

SEDE: Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per info: 3923800864

 

GRUPPO DI RICERCA:

Il gruppo è costituito prevalentemente da pranic healers già formati. 

Ci si incontra ogni lunedì ore 20.15

Sede: JACARANDA, Via Ramondetta, 21 Valverde  - Per info: 392380864

 

 

Cos'è il PRANIC HEALING

Il Pranic Healing è un’arte di riequilibrio del corpo e della psiche che sfrutta il prana (o ki), ovvero l’energia vitale deputata a mantenere la salute e il benessere.

Di facile apprendimento e adatta a tutti, questa terapia priva di contatto affonda le sue radici nell’antica medicina cinese e indiana, ispirandosi a tecniche quali la digitopressione, l’agopuntura, il Chi Kong, lo Yoga indiano ecc. Dalla fusione di questi saperi è nato il Pranic Healing messo a punto dal Master Choa Kok Sui (1952-2007), un ingegnere chimico, uomo d’affari e filantropo filippino di origini cinesi. Noto anche come fondatore dell’Arhatic Yoga e autore di oltre 20 libri diffusi in tutto il mondo.

Secondo il Pranic Healing, al di là del nostro corpo fisico ve ne è un altro energetico, luminoso e invisibile (detto bioplasmico o eterico o con un solo termine aura), che lo interpenetra e si estende oltre ad esso per circa 10-12 centimetri. Nella nostra vita di tutti i giorni ci imbattiamo continuamente in fattori negativi, quali paura, stress, solitudine, tristezza, frustrazioni e ansie, che si immagazzinano nell’aura sotto forma di nuvole grigie, all’origine di malesseri, malattie, dolori e disordini psicologici. Le situazioni di squilibrio si manifesterebbero dunque prima nel corpo energetico, per poi trasferirsi in quello fisico. 

Secondo i dettami di questa terapia naturale, i disturbi fisici, psicologici, emozionali o mentali si manifestano come alterazioni del corpo energetico: squilibri che il Pranic Healing riesce a correggere mediante la diagnosi energetica, la rimozione delle energie congestionate e la proiezione dell’energia vitale. Quando quest’ultima, che presiede a tutte le fondamentali funzioni dell’organismo, è in carenza, in eccesso o non scorre bene, si accumula nell’aura e nei chakra – centri energetici associati a specifici organi – originando degli squilibri che la tecnica del Pranic Healing si impegna a correggere grazie a un sapiente ricorso alla stessa energia vitale. Obiettivo: restituire la salute fisica e psicologica. Ponendosi quale complemento della medicina tradizionale, che ricorre ai farmaci, presenta effetti collaterali e si concentra principalmente sul sintomo e non sulla causa del malessere, questa semplice terapia è del tutto naturale e sfrutta il potere che considera innato a ogni essere umano, quello di saper risvegliare e potenziare l’energia interna che è alla base della nostra vita.

Oggi il Pranic Healing è diffuso un po’ ovunque nel mondo con i centri e gli istituti riconosciuti dalla massima autorità nel settore, l’Institute for Inner Studies (IIS) fondato dal Master Choa Kok Sui. In Italia sono attivi varie asociazioni riconosciute dall'Istituto di Manila tra cui l’Associazione italiana diffusione e insegnamento Pranic Healing di Aprilia (Lt) guidata dall'istruttore internazionale Maurizio Parmeggiani nostro istruttore al Jacaranda Center. 

Nel Pranic Healing, il riequilibrio quale mezzo di guarigione si realizza o tramite l’intervento di un operatore (pranic healer), che procede all’assorbimento e al trasferimento di energia tratta dal suolo, dall’aria o dal sole sulle parti malate o sull’intero corpo del paziente, o con un autotrattamento, dove chiunque può mettere in pratica gli insegnamenti appresi durante la frequentazione dei seminari, operando con le proprie stesse mani o con apposite tecniche di respirazione.

Economica, ecologica e priva di pericoli, questa terapia di riequilibrio delle energie vitali aiuta a guarire e prevenire malattie fisiche ed emozionali, rafforzare la salute fisica e mentale, migliorare l’autostima, accrescere la propria vitalità e sensibilità, accentuare la compassione e la pace interiore, in un processo di crescita individuale e spirituale alquanto salutare.

Il Pranic Healing del Maestro CHOA KOK SUI è una tecnica energetica finalizzata a strumento di benessere, sviluppo delle facoltà psichiche, sviluppo della conoscenza del Sè interiore, tecnica di meditazione, conoscenza della cultura esoterica fondamentale. 

Il Pranic Healing è una tecnica semplice ed efficace. Chiunque può apprenderla. Nelle nostre mani è racchiuso un potere straordinario, se qualcuno ci insegna a risvegliarlo e a potenziarlo: questo potere si manifesta in forma di energia. La parola prana, secondo la tradizione indiana, vuol dire energia vitale. E infatti il Pranic Healing è la guarigione e autoguarigione attraverso l'uso di questa energia, presente ovunque, che ognuno di noi possiede.

Il Pranic Healing viene sempre più spesso riconosciuto e utilizzato come una tecnica con basi scientifiche in ambienti professionali.

Attraverso questi studi si sviluppano capacità psichiche come la percezione tattile sottile o la percezione visiva delle aure e degli altri fenomeni energetici.

L'espansione del proprio Sè interiore ci fornisce una migliore qualità della vita permettendoci di relazionarci in modo più armonioso con il mondo che ci circonda.

Le pratiche meditative ci accompagnano nell'acquisizione del controllo della mente (meditazione Dyan o Zen), nello sviluppo della virtù dell'altruismo e dell'amore verso il tutto (meditazione Twin Hearts), della presa di coscienza del proprio Sè Divino (meditazione per l'unione con l'Anima), sviluppo dei propri poteri fisici e psichici (meditazione Kundalini).Queste pratiche meditative fanno parte dell'insegnamento per lo sviluppo individuale fortemente voluto dal Maestro CHOA KOK SUI

Il Pranic Healing prevede lo studio dei principali e più importanti testi di conoscenza esoterica. Arthur E. Powell, Yogananda, Alice Bailay, Madame Blavatsky, Lead Beater, Annie Besant, Rudolf Steiner.

E' possibile seguire i corsi di Pranic Healing in modo amatoriale o frequentare la scuola professionale triennale.

Come agiscono le tecniche di Pranic Healing?

I disturbi fisici, emozionali o mentali si manifestano come alterazioni del corpo energetico. Il Pranic Healing è in grado di correggere questi squilibri per mezzo di: diagnosi energetica rimozione delle energie congestionate proiezione di energia vitale. Il Pranic Healing insegna inoltre come incrementare il potere di guarigione del terapeuta, proteggersi dalla contaminazione eterica, rafforzare la salute fisica, emozionale, mentale ed aumentare il proprio potere personale e la propria vitalità, prevenire le malattie, materializzare i propri obiettivi, sviluppare una migliore sensibilità, compassione e pace interiore, accelerare la propria crescita spirituale in modo sicuro. Il Pranic Healing non è una scienza medica e non intende sostituirsi alla medicina allopatica e alle ordinarie terapie mediche e psicologiche, ma esserle piuttosto un complemento, priva di pericolo, ecologica, economica, di integrazione, riequilibrio e disintossicazione delle energie vitali del corpo energetico.

Come si impara il Pranic Healing ?

Gli insegnamenti del Maestro CHOA KOK SUI vengono diffusi con seminari di primo livello della durata di due giorni. Frequentando i nostri seminari le persone si sorprendono per la semplicità ed efficacia del metodo e quando scoprono il naturale potere della guarigione si rendono conto di poter esercitare un cambiamento nella propria vita. Ogni partecipante riceverà un attestato di partecipazione dell’Institute for Inner Studies di Manila che conferma l'originalità e la purezza dell'insegnamento.

www.jacarandacenter.it 

Classe di Esercizi Bioenergetici ( a cadenza settimanale)

- Classe di Esercizi Bioenergetici a cadenza settimanale - Conduttore: dr. Maurizio D'Agostino

ogni mercoledì ore 20-00-21.00

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864


- Intensivi di Classi di Esercizi Bioenergetici a cadenza mensile sabato e/o domenica - Conduttore: dr. Maurizio D'Agostino

orario: 10.00-17.00 

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

 

- Corso di formazione per conduttori di classi di esercizi bioenergetici (SIAB)

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

Zen - gruppo di pratica (Sangha)

Chi Siamo e Dove ci incontriamo
Siamo un Gruppo di praticanti di Meditazione Zen che ci ispiriamo alla tradizione di Plum Village del Maestro Zen Thich Nhat Hanh.

Il gruppo si incontra ogni MERCOLEDI' alle ore 21

Sede: JACARANDA CENTER, Via Ramondetta, 21 Valverde (CT)

Per info: 3923800864

 

Programma essenziale:

20 minuti - Zazen (meditazione seduta guidata)

10 minuti - Meditazione camminata lenta

20 minuti - Zazen (meditazione seduta silenziosa)

Lettura di un brano tratto dai testi di Thich Nhat Hanh

Condivisione delle esperienze

Organizziamo anche degli Incontri, Giornate di consapevolezza e Ritiri di meditazione in posti naturalistici.

Per informazioni chiamare: Maurizio D'Agostino (fondatore e coordinatore del gruppo) cell. 3923800864         

www.zenquieora.org 
Pagina Facebook: ZEN QUI E ORA

 

 Chi è THICH NHAT HANH?

Thich Nhat Hanh (pron. Tic Nat Han), monaco di tradizione Zen Lam Te (Rinzai, in giapponese), poeta, scrittore e attivista per la pace, è oggi una delle figure più rappresentative della spiritualità buddhista a livello mondiale.
I suoi studenti lo chiamano Thay, appellativo onorifico che significa “maestro” in vietnamita.
Nato in Vietnam nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società.
Nel 1961 viene negli USA per studiare e insegnare al dipartimento di “Religioni comparate” presso la Columbia e la Princeton University.
Ritorna in Vietnam nel 1963, richiamato dalla tragica situazione di guerra. Thich Nhat Hanh attirò su di sé l’attenzione del mondo per la prima offrendo al popolo vietnamita l’energia di una forma “impegnata” di buddhismo, che mette in relazione le pratiche meditative tradizionali con la pratica attiva della disobbedienza civile nonviolenta, lavorando instancabilmente per la riconciliazione tra il Nord e il Sud del Vietnam.

Nel 1964 a Saigon, durante la guerra in Vietnam, ha contribuito alla creazione di uno dei più significativi movimenti di azione non violenta del secolo, la Scuola dei Giovani per il Servizio Sociale (SYSS) per insegnare l'arte di aiutare gli altri a partire dalla capacità di vedere con chiarezza, sentire in profondità e trasformare prima di tutto se stessi. Mobilita 10000 studenti volontari, i cosiddetti Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali durante la guerra, subendo aggressioni e violenze da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico. E più tardi, per ricostruire i villaggi bombardati, reinsediare famiglie senza tetto e organizzare cooperative agricole...
Ha scritto questa poesia nel 1964, in Vietnam, durante la guerra.
Messaggio
La vita ha lasciato le sue impronte sulla mia fronte,
ma questa mattina sono ritornato bambino.
Il sorriso scoperto fra foglie e fiori è tornato per toglier via le rughe.
Così come la pioggia fa scomparire ogni traccia sulla sabbia.
Ancora una volta inizia il ciclo di nascita e morte.
Cammino sulle spine, ma senza incertezze, come farei tra i fiori.
Tengo alto il capo.
Le rime fioriscono tra il frastuono delle bombe e dei mortai.
Le lacrime che ho versato ieri sono diventate pioggia.
Mi sento calmo mentre ne ascolto il suono sul tetto di paglia.
L'infanzia, mia terra natia, mi chiama.
E la pioggia scioglie la mia disperazione.
Sono ancora qui vivo, capace di sorridere quieto.
O dolce frutto maturato dall'albero della sofferenza!
Portando il cadavere di mio fratello,
attraverso i campi di riso nell'oscurità.
La terra ti stringerà con forza tra le sue braccia, mio caro,
cosicché domani rinascerai come fiori,
quei fiori che sorridono sereni nel campo al mattino.
Ora non piangi più mio caro,
abbiamo attraversato una notte troppo profonda.
Stamane mi inginocchio sull' erba.
Nel riconoscere la tua presenza.
Fiori che offrono il meraviglioso sorriso dell'indicibile
mi parlano in silenzio,
Il messaggio,
il messaggio di amore e comprensione
certamente è arrivato fino a noi.
(Thich Nhat Hanh, Saigon 1964)

Nel 1965 fonda l’Università Van Han, una casa editrice e una influente rivista in Vietnam nonostante la denuncia del governo per le sue attività.

Nel febbraio del 1966, poco prima di lasciare il Vietnam, crea il Tiep Hien, l’Ordine dell’Interessere, movimento laico noto come espressione di "Buddhismo impegnato", fondato sulla pratica dei 14 Addestramenti alla consapevolezza. Sono linee guida che aiutano a trasformare tendenze negative, come il fanatismo, la visione ristretta, la rabbia, l’odio.
Crea la Delegazione buddhista per la Pace e partecipa al tavolo dei negoziati internazionali per gli accordi di Pace, firmati a Parigi nel 1973.
Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam.
Nel 1971 a Parigi, fa conoscere la sua visione per la protezione del pianeta: si chiama "Dai Dong", "la grande fratellanza", il progetto destinato a risvegliare la consapevolezza che abbiamo un solo pianeta, e che dobbiamo imparare a viverci insieme, e a non distruggerlo.
Anche dopo la stabilizzazione politica del Vietnam, a Thich Nhat Hanh non è stato consentito rientrare nel suo Paese.The government still sees him as a threat-ironic, when one considers the subjects of his teachings: respect for life, generosity, responsible sexual behavior, loving communication, and cultivation of a healthful life style. Il governo lo ha visto come una minaccia; ironia della sorte visto che i temi del suo insegnamento sono: rispetto e protezione della vita, la generosità e la gentilezza amorevole, il comportamento sessuale responsabile, l’ascolto profondo e la parola amorevole, e la coltivazione di un sano stile di vita e di un consumo consapevole.
Costretto all’esilio, trova asilo in Francia.
Nel 1983, in collaborazione con Sister Chan Khong, fonda in Francia, nei pressi di Bordeaux, PLUM VILLAGE (villaggio delle prugne), comunità monastica e centro internazionale di pratica per laici di tutto il mondo, dove Thich Nhat Hanh tuttora scrive, pratica il giardinaggio, la calligrafia e insegna “l'arte di vivere in consapevolezza”.
Plum Village raccoglie persone di diverse nazionalità, razze, religioni, sesso. Individui, coppie e famiglie sono invitati a coltivare la consapevolezza momento per momento nei ritiri offerti dalla comunità di Plum Village.

“Ogni giorno
siamo immersi in un miracolo
ma non lo riconosciamo:
cielo azzurro, raggi di sole,
nuvole bianche, alberi in fiore,
occhi sorridenti di un bambino
i nostri stessi occhi.
Tutto è un miracolo.
La consapevolezza
ci libera dalla dimenticanza
e dalla distrazione
e allora viviamo pienamente
ogni attimo della nostra vita.”

Thay e i monaci e le monache hanno condotto ritiri di consapevolezza per aiutare i veterani, i bambini, gli ambientalisti, gli psicoterapeuti, artisti e molte migliaia di persone in cerca di pace nei loro cuori.

Ai suoi ritiri a Plum Village e altrove partecipano ogni anno migliaia di persone, provenienti da ogni parte del mondo.
Ha fondato anche centri di pratica negli Stati Uniti, in particolare nel Vermont (Green Mountain Dharma Center) e in California (Deer Park Monastery, Escondido).

"Ciò di cui abbiamo bisogno non è un‘ideologia o una dottrina per salvare il mondo. Abbiamo bisogno di un risveglio che possa restituirci la nostra forza spirituale. Ciò che ci manca è la consapevolezza di ciò che siamo, della realtà della nostra situazione. Siamo lanciati al galoppo su un cavallo che non controlliamo più. Abbiamo bisogno di una nuova cultura in cui gli esseri umani siano incoraggiati a riscoprire la loro natura più profonda...
Lo zen è una via per giungere alla vera umanità, e noi dobbiamo onorare tutte le altre tradizioni che mirano a questa chiarezza." (da: Una chiave per lo Zen, Ubaldini ed.)

Con instancabile serenità, e una semplicità disarmante, dedica la sua vita in occidente alla creazione di una cultura di pace, sostenuta dal principio universale dell’inter-connessione di tutto e tutti, a cui dà il nome di "inter-essere" .
Nell'incontro con l’Occidente è molto attento a non creare fanatismo né proselitismo, e insegna l’arte di entrare in contatto profondo con le proprie radici di sangue e spirituali.

"Abbiamo bisogno di radici per poter essere stabili forti. Quando riconosciamo e rispettiamo i nostri antenati di sangue e i nostri antenati spirituali, nutriamo le nostre radici. Coltiviamo l’energia della comprensione profonda, che è il fondamento dell’amore. Nutriamo la felicità. Entrando profondamente in contatto con i tesori della nostra tradizione cominciamo a comprendere e apprezzare i valori delle altre tradizioni, e tutti ne traiamo beneficio."

Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.
La sua presenza è molto sentita e seguita anche in Italia, dove dal 1992 in poi ha condotto ritiri sempre più frequentati. Nell’aprile 2005, appena tornato in Europa, ha condotto un ritiro a Roma con oltre 800 partecipanti: ha guidato una meditazione camminata collettiva conclusasi in Campidoglio con il saluto ufficiale delle Autorità a nome della cittadinanza romana; ha tenuto una conferenza all’auditorium davanti a un pubblico di circa 2400 persone. E’ ritornato in Italia a marzo 2008 per tenere un ritiro a Castelfusano (Roma) e un incontro con la città di Napoli guidando una meditazione camminata nel centro della città. Inoltre, ha tenuto un dialogo con gli studenti delle scuole di Napoli. Thay è venuto in Italia ogni due anni.
Ha ricevuto svariati premi internazionali per la pace, la non violenza e la riconciliazione fra i popoli.
I suoi numerosi libri circolano in tutto il mondo, tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori, Neri Pozza.
Su una parete del Tempio Phap Van, culla del "buddhismo impegnato", in caratteri vietnamiti, è inciso il testamento spirituale di Thay per i suoi discepoli.

"Il vento soffia ancora,
sai bambino mio?
Ancora e ancora
Pioggia lontana
nuvola vicina,
Gocce di luce
Fondono
Cielo e Terra.
Io vado e vengo libero,
Essere, non-Essere,
Esistenza non-Esistenza
Ti prego, muovi i tuoi passi del ritorno
In Libertà .
Luna ora Nuova,
ora Piena."

Candidato al Premio Nobel per la Pace da Martin Luther King che lo definì “un apostolo della pace e della non violenza”, nel 1967 è stato esiliato dal suo Paese per aver sostenuto la causa della pace e la fine delle ostilità e ha trovato asilo in Francia dove all’inizio degli anni ‘80 ha fondato Plum Village o “Villaggio dei pruni”. Sotto la sua guida spirituale, il piccolo centro è diventato il monastero buddhista più grande e più attivo in Occidente.

Oltre a questo, sono stati fondati altri sei monasteri tra Europa, Asia, Stati Uniti e Australia, e alcuni Centri di pratica laici. Si contano inoltre un migliaio i gruppi locali di praticanti che ne seguono gli insegnamenti, diffusi quasi in tutto il mondo grazie alla vitalità di questi insegnamenti anche per il mondo occidentale di oggi.

Dal novembre 2018 Thich Nhat Hanh, che nel 2014 è stato colpito da un ictus, ha scelto di stabilirsi a Hue, in Vietnam, nel tempio Từ Hiếu, dove aveva trascorso i suoi anni da novizio.

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Ortoterapia, Garden therapy

- Ortoterapia e Garden therapy con pazienti autistici, disabili psichici, pazienti neurologici...

- Ortoterapia e Garden therapy con bambini

 

Coltivazione di piante e ortaggi, cura di una singola pianta, gestione di un terreno, raccolta dei frutti, tutte attività “verdi” che stimolano i sensi del tatto, dell'udito, dell’olfatto e della vista. Difficile da credere, per l’uomo ipertecnologico del XXI secolo, che la natura possa esercitare un’influenza terapeutica sul benessere psicofisico dell’individuo e della comunità. Studi recenti dimostrano proprio che l’azione terapeutica svolta dalle piante è un toccasana contro l’ansia che caratterizza la routine quotidiana e si rivela una tecnica riabilitativa in soggetti malati, depressi o disabili.

La secolare storia dell’ortoterapia
L’ortoterapia affonda le sue radici in una storia secolare. Nacque quasi accidentalmente intorno al 1600 quando ai pazienti meno abbienti che non erano in grado di pagare, veniva chiesto di prendersi cura, durante il ricovero, del giardino dell'ospedale. I medici constatarono con stupore che questi malati guarivano più in fretta rispetto ai pazienti più ricchi che potevano permettersi di pagare l'ospedalizzazione. L’ortoterapia venne riscoperta in Inghilterra nel dopoguerra: attraverso il contatto con la natura gli ex soldati riacquistavano salute, capacità motorie, stabilità mentale e gioia di vivere. Mentre in Europa questa terapia sta muovendo i suoi primi passi, negli Stati Uniti viene praticata da circa 40 anni.

Il rapporto “attivo” con la natura
Tutti noi, del resto, conosciamo bene l’influsso benefico che può trasmetterci una semplice passeggiata al parco quando siamo stanchi o stressati. Il semplice contatto con l’ambiente, i profumi, i suoni, i colori, riesce ad avere un’influenza positiva sull’umore. Alla luce di ciò, si può ben capire come un rapporto “attivo” con la natura possa, a maggior ragione, favorire e amplificare le naturali proprietà terapeutiche degli spazi verdi.

Gli obiettivi
Curare particolari patologie, disabilità o condizioni come stress, depressione, ansia: questo l’obiettivo dei cosiddetti “giardini terapeutici”, spazi comuni dove si ritrova la fiducia in se stessi, la voglia di lavorare e di creare tramite la cura di un essere vivente. Un’attività che deve coinvolgere, attraverso un programma di obiettivi mirati, tutto il personale sanitario specializzato e le famiglie dei pazienti. Nuove speranze, nuove motivazioni, nuovi stimoli: è questo il sostegno che l’ortoterapia può dare ai soggetti che soffrono di gravi patologie come ad esempio l’Alzheimer. Da non sottovalutare l’importanza del lavoro di gruppo: le attività svolte in un giardino terapeutico possono infatti facilitare la socializzazione, combattere il senso di isolamento e di inutilità personale tipici di condizioni come l’autismo o gli stati paranoici. Inoltre, il seppur limitato sforzo fisico esercitato durante la terapia negli spazi verdi è utile nei casi di astenia o nelle convalescenze. Il pollice verde fa quindi bene alla salute. Basta poco: terra, semi, vasetti, materiale riciclato, per creare un ambiente unico che oltre a dare sfogo alla nostra creatività rappresenta un’esperienza multisensoriale benefica per il corpo e per la mente.

Attività terapeutiche e benefici
Naturalmente l’ortoterapia non può rappresentare una terapia a sé, ma costituisce uno strumento in più che va ad integrare il percorso sanitario di uno specifico soggetto. Non ha controindicazioni, ma possiede invece numerosi effetti positivi. Ad esempio aiuta a sviluppare la motricità: seminare, potare, raccogliere i frutti stimolano infatti il movimento favorendo anche il coordinamento, l’incremento della forza e della resistenza. Migliora la capacità di apprendimento attraverso attività come la memorizzazione del nome di alcune piante, di nozioni spazio-temporali, la percezione della ciclicità delle stagioni, l’identificazione dei tempi adatti per la semina e il raccolto e l’organizzazione degli spazi del giardino. Sono tutte operazioni che rafforzano la sfera cognitiva dell’individuo, stimolando concentrazione, capacità logiche e memoria. Il soggetto inoltre esercita un ruolo attivo, da cui scaturiscono frutti concreti e tangibili: fattore che incrementa l’autostima. Il suo ruolo non è però isolato e si inserisce nell’ambito di un intento comune, condividendo col gruppo di lavoro spazi, strumenti e obiettivi e favorendo quindi l’integrazione sociale.

Tratto da : http://www.sanraffaele.it/comunicazione/SRpedia/11828/l-ortoterapia-nei-giardini-terapeutici

Jacaranda! direttore: dr. Maurizio D'Agostino, via Ramondetta, 21 Valverde

Per info: 3923800864

www.jacarandacenter.it

 

Attività Agricole biologiche & Permacultura

- Corso teorico-pratico in Orto sinergico con piante aromatiche e officinali.

- Corso di formazione sul riconoscimento delle piante spontanee e officinali.

- Laboratorio per la produzione e trasformazione interna dei prodotti (olio, agrumi, marmellate, saponi, oleoliti etc), coltivati direttamente.

- Laboratorio sulla preparazione e sull'utilizzo dei cibi fermentati. Questo laboratorio teorico-pratico è sul l'importanza dei proibitivi naturali nel l'alimentazione per grandi e piccini. Impareremo a realizzare le nostre prime verdure lattofermentate kefir, krauti, tibicos e molte altre.

- Abbiamo attivato un gruppi di acquisto solidale (GAS) cercando di promuovere anche la cultura dell'acquisto a "km 0". Da noi ha sede il MOVIMENTO di DECRESCITA FELICE che attiva frequentemente corsi, incontri.

Abbiamo creato un orto sinergici con piante officinali e aromatiche e due orti sinergici con ortaggi coltivati in modo semplice e naturale (agricoltura sinergica biologica).

Vogliamo creare un orto con piante spontanee. e valorizzare ciò che prima chiamavamo "erbacce".

Gli orti hanno anche un valore didattico e anche terapeutico. Infatti, abbiamo un progetto di orto per fare Ortoterapia, nell'area giardino faremo un progetto di Garden Therapy, nell'area lavoro faremo un progetto di Ergoterapia.

Abbiamo piantumato 50 ulivi adulti al fine di produrre olio biologico. 

Si vuole sviluppare un autosostegno al Jacaranda ma anche se non raggiungeremo la piena auto-sufficienza, quantomeno cercheremo di avvicinarci ad essa il più possibile nel corso degli anni.. 

Corsi di Formazione

Dr. Maurizio D'Agostino

Sede: JACARANDA, via Ramondetta, 21 Valverde  - Per info: 3923800864

 

  • Corsi di preparazione al parto e alla nascita secondo le più innovative metodiche
  • Formazione in Massaggio bioenergetico dolce di Eva Reich (Centro Studi Eva Reich di Roma)
  • Formazione in Psicoterapie brevi ad Approccio Strategica (Istituto per lo Studio delle Psicoterapie ISP)
  • Formazione in Conduzione di Classi di Esercizi Bioenergetici (Società Italiana di Analisi Bioenergetica)
  • Formazione in Counselling a mediazione corporea ad indirizzo bioenergetico (Società Italiana di Analisi Bioenergetica)
  • Corso di formazione professionale in Shiatsu
  • Corso di Formazione professionale in Vivation (Rebirthing integrativo)
  • Corso di Formazione professionale in Rebirthing ad approccio bioenergetico-transpersonale
  • Corsi "Adulti efficaci" Metodo Gordon per genitori, insegnanti, operatori
  • Corsi di Ipnosi (secondo vari approcci)
  • Corsi di Meditazione Zen
  • Corsi di Meditazione secondo le tecniche di Osho Rajneesh
  • Corsi di Fitoterapia Spagyrico Alchemica
  • Corsi di Psicologia cosmica o astrologica
  • Corsi di Astrodiagnosi
  • Corsi di Pranic Healing
  • Corsi di Theta Healing
  • Corsi di Reiki
  • Corsi di Yoga
  • Corsi di Tai Chi
  • Corsi di Biodanza
  • Corsi di Danza
  • Laboratori teatrali

www.jacarandacenter.it 

Attività per un Turismo Sostenibile e Responsabile

Al J.C vogliamo sviluppare attività divulgative per un turismo responsabile e sostenibile. Si realizzeranno cartelli e opuscoli informativi in varie lingue per attirare i visitatori e diffondere tra loro lo spirito di amore per la terra e l’ambiente che ci anima.

Inoltre si esplorerà la possibilità di offrire uno spazio dove rigenerarsi per le persone che hanno bisogno di riprendere un maggiore contatto con la natura e cogliere i suoi benefici a livello psicofisico.

Per raggiungere questi scopi verranno ritagliati degli spazi all'interno del Centro che possano dare i servizi necessari per i visitatori, dalle toilette alle docce, da un punto di ristoro, a dei punti di confronto e crescita, con il filo comune trainante delle tematiche del rispetto dell'ambiente e della decrescita economica, la crescita personale e la vita in armonia con la natura.

Inoltre, vogliamo predisporre una piccola Area Camping così che chi vuole partecipare ai workshops, corsi, intensivi terapeutici o altre attività residenziali possa avere una possibilità di alloggio.

Medicina Alternativa e Tecniche di Guarigione

  • Medicina tradizionale cinese (shiatsu, yin yoga, tai chi, Qi gong, stretching dei meridiani, agopuntura)
  • Medicina centrata sulle 5 leggi biologiche scoperte da Hamer 
  • Pranic Healing
  • Reiki
  • Theta Healing
  • Reconnective Healing
  • Fitoterapia Spagyrico Alchemica
  • Massaggio neoreichiano Points & Positions
  • Massaggio ayurvedico, hawaiano, cinese Tuina e secondo altre metodiche
  • Pranayama
  • Naturopatia
  • Floriterapia (Fiori di Bach)
  • Cristalloterapia

Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per info: 3923800864

Attività Pedagogiche

Saranno avviati progetti educativi, artistici e culturali, con campagne di educazione per le scuole che potranno portare in gita i ragazzi al Jacaranda per riportare la loro attenzione sulle tradizioni del loro territorio e sull’ambiente, in un contesto interattivo. Creare link con il servizio sanitario nazionale, i comuni, associazioni al fine di portare avanti:

  • Attività pedagogico-espressive rivolte a bambini e adolescenti, tossicodipendenti, psicotici...
  • Counselling ai genitori e figli
  • Consulenza pedagogica ai genitori
  • Interventi di Pedagogia speciale e didattica alternativa
  • Ortoterapia, pet therapy con soggetti autistici.
  • percorsi didattici con le piante officinali, aromatiche etc. con una varietà di utenza.
  • Massaggio bioenergetico dolce di Eva Reich
  • Psicodramma pedagogico

Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per info: 3923800864

Mindfulness - Meditazione di consapevolezza

 

  MINDFULNESS SCIENTIFICA

  • Corso di Meditazione di Mindfulness secondo i protocolli di Jon Kabat-Zinn ed altri. Il corso è composto di 3 intensivi domenicali a cadenza mensile - Conduttore: dr. Maurizio D'Agostino
  • Seminari sulla Mindfulness - Conduttore: dr. Maurizio D'Agostino

Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per Info: 3923800864

 

  MINDFULNESS DELLA TRADIZIONE SAPIENZIALE 

  • Meditazione vipassana della tradizione thailandese dei Maestri della Foresta 
  • Meditazione Zen della tradizione di Thich Nhat Hanh (Plum Village)
  • Giornate di Consapevolezza nella tradizione Zen
  • Ritiri di meditazione Zen con monaci e/o laici - vedere www.zenquieora.org

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Rebirthing & Vivation

  • Vivation individuale e di gruppo
  • Rebirthing individuale e di gruppo ad approccio bioenergetico-transpersonale
  • Seminari di Vivation
  • Seminari di Rebirthing
  • Corsi di formazione in Vivation 
  • Corsi di formazione in Rebirthing

il conduttore: dr. Maurizio D'Agostino

 Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per Info: 3923800864

 

Il Rebirthing bioenergetico-transpersonale è un approccio che apre l’accesso agli stati non ordinari di coscienza permettendo così di attivare il nostro naturale potenziale autocurativo e trasformativo.
Questa forma di lavoro col respiro (breathwork) ha le sue radici nel Rebirthing (rinascita), in uno sviluppo del Rebirthing che prende il nome di Vivation (o Rebirthing integrativo) e nella Respirazione Olotropica.

Il Rebirthing è una tecnica autoesplorativa che attiva il nostro potenziale autocurativo, in grado di sbloccare le energie fisiche ed emotive, associate a varie memorie traumatiche, rendendole accessibili ad una elaborazione (integrazione).

Vivation induce uno stato meditativo straordinariamente profondo con la conseguente comprensione delle strategie di vita migliori e più sagge e l’eliminazione dello stress quotidiano attraverso un’esperienza assolutamente insolita ed indescrivibile.

La Respirazione Olotropica che è frutto di ricerche medico-scientifiche da più di 30 anni, è una tecnica terapeutica e di autoesplorazione messa a punto dal Prof. Stanislav Grof, medico psichiatra di origine cecoslovacca, e uno dei fondatori della Psicologia Transpersonale. Questa tecnica apre l’accesso agli stati non ordinari di coscienza. Si basa sul respiro guidato, abbinato ad un particolare tipo di musica ed eventualmente anche ad un lavoro specifico sul corpo.

Nel Rebirthing bioenergetico-transpersonale il lavoro sul corpo attinge all’Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen, alla Psicoterapia Organismica di Malcolm Brown e all’Approccio neorechiano “Points & Positions” ideato da Will Davis. Inoltre, si avvale della Psicologia Transpersonale, delle ricerche sugli stati modificati di coscienze ed in particolare dell’ipnosi e della meditazione.
Sullo sfondo l’influenza più forte viene da Wilhelm Reich e dalla sua individuazione dell'energia vitale. Da qui deriva la comprensione di base di che cosa sia l'energia, e suoi blocchi e il concetto di corazza (A. Lowen) e del tremore neurogenico (D. Berceli).

In questi seminari base di Rebirthing bioenergetico-transpersonale, dopo l’introduzione alla tecnica si procede con un breve lavoro sul corpo (esercizi bioenergetici loweniani) mirato ad allentare dolcemente le cinture di tensione della corazza carattero-muscolare.
Successivamente si procede alla seduta di gruppo esperienziale basata sul respiro guidato con il supporto di musiche evocative, etniche, sciamaniche, tribali ed altre.
Dove opportuno, viene applicato il lavoro sul corpo per sciogliere i blocchi bioenergetici. Dopo la seduta i partecipanti vengono invitati a condividere la suddetta esperienza nella misura da loro gradita ed eventualmente ad esprimere le esperienze appena vissute tramite il disegno o il mandala.

I seminari sono condotti dal dr. Maurizio D'Agostino, psicologo, psicoterapeuta plurispecializzato in analisi bioenergetica cbt, psicoterapia rogersiana, organismica, ipnologo, rebirther, vivation professional.
Esperto in Psicologia transpersonale e degli Stati Modificati di Coscienza (ipnosi, meditazione), Docente di Scuole di specializzazione in psicoterapia (SIAB, ISP, SIPS), Direttore dei corsi di Counselling a Catania (SIAB).
Si è formato ed ha lavorato con psicoterapeuti e ipnoterapeuti di fama internazionale (M. Brown, G. Downing, B. Hilton, M. Conant, B. Lewis, D. Berceli, A. Iniotakis, P. Moselli, B. Erickson, Tom Silver), e con i fondatori del Rebirthing (Leonard Orr), di Vivation (Jim Leonard) e della Respirazione Olotropica (Stanislav Grof). E’ membro dell’International Institute for Bioenergetic Analysis (IIBA) e dell’United States of Board of Clinical Hypnosis (USBCH).
E’ stato discepolo di Osho ed è attualmente discepolo del maestro zen Thich Nhat Hanh. Membro dell’Ordine Tiep Hien. Ha fondato a Catania il Grounding Institute (www.bioenergetic.it) e il Gruppo di Meditazione Zen (www.zenquieora.org)e il Jacaranda Center (www.jacarandacenter.it)

 

Counselling

Psicoterapia

  • Analisi Bioenergetica individuale e di gruppo
  • Ipnosi
  • Psicoterapia corporea organismica
  • Psicoterapia rogersiana (psicoterapia centrata sulla persona)
  • Psicoterapia breve strategica
  • Psicoterapia transpersonale
  • Approccio neoreichiano Points & Positions
  • Emotion Replacement Therapy
  • Seminari e intensivi esperienziali di Bioenergetica
  • Maratona terapeutica di Psicoterapia Bioenergetica
  • Seminari esperienziali di Ipnosi Regressiva a vite precedenti

Supervisione e analisi didattica

  • Supervisione per psicoterapeuti Stategici (Società Italiana di Psicoterapia Strategica e Istituto per lo Studio delle Psicoterapie)
  • supervisore per analisti bioenergetici (Società Italiana di Analisi Bioenergetica (SIAB)
  • Psicoterapia didattica (SIAB, ISP, SIPS, IACP ed altre scuole)

Psicologo - Psicoterapia plurispecializzato e didatta scuole di specializzazione in psicoterapia: dr. Maurizio D'Agostino

 Jacaranda, via Ramondetta, 21 Valverde - Per Info: 3923800864

 

Cos’è l’ Analisi Bioenergetica

L’ Analisi Bioenergetica è una psicoterapia a mediazione corporea.

Fu fondata in America negli anni cinquanta da Alexander Lowen, brillante allievo di Wilhem Reich, da cui Lowen parte sistematizzando e ampliando alcuni dei principali concetti somatici del suo maestro.

Basandosi infatti sulla tesi dell’identità funzionale tra l’atteggiamento fisico di una persona e la struttura del suo io sottolinea come l’organismo umano funzioni come un tutto ed i versanti psichico e somatico sono solo funzioni apparentemente indipendenti ma di fatto strettamente correlate della funzione energetica globale.

Le tensioni muscolari croniche rappresentano la controparte fisica di conflitti psichici, attraverso di esse i conflitti si strutturano nel corpo sotto forma di restrizione del respiro e limitazione della motilità. Si tratta di tensioni che si sviluppano lentamente, attraverso esperienze traumatiche ripetute della prima infanzia, e si cronicizzato diventando parte inconsapevole della struttura corporea e del modo di essere di ognuno. Si perde pertanto del tutto la consapevolezza del loro significato, del perché si siano sviluppate e del come potersene liberare.

Nell’ambito dell’analisi bioenergetica ogni modello di tensione muscolare viene trattato a tre livelli: 1) la sua storia e origine nelle situazioni legate alla prima e seconda infanzia; 2) il suo significato attuale in rapporto al carattere dell’individuo; 3) il suo effetto sul funzionamento corporeo. Solo questa visione olistica può permettere quei cambiamenti della personalità che abbiano un valore duraturo.

Nella terapia il lavoro sugli aspetti fisici si combina sempre con la comprensione analitica del carattere, da cui il nome di Analisi Bioenergetica.

"Per un paziente è altrettanto importante conoscere l’origine dei suoi conflitti quanto lo è acquistare consapevolezza di sé attraverso l’attività corporea. I due approcci devono essere sintonizzati tra loro perché la terapia sia efficace. Tutte le modalità psicoanalitiche e psicoterapeutiche vengono utilizzate nella terapia bioenergetica per favorire la comprensione e l’espressione di se stessi. Questo include l’interpretazione dei sogni e l’elaborazione della situazione di transfert" (Lowen)

Tre tappe caratterizzano il processo terapeutico: 1) La consapevolezza di sé, sentire ogni parte del proprio corpo e i sentimenti che possono sorgere in esso dietro la maschera che ognuno si è costruito; 2) L’espressione di sé, se i sentimenti non trovano espressione vengono repressi e l’individuo perde il contatto con il Sè; 3) La padronanza di sé, l’individuo sa cosa sente, è in contatto con se stesso e sa esprimersi in modo adeguato alla realtà.

Il processo di cambiamento, quindi, coinvolge la persona in tutta la sua unità psicofisica, nella sua esperienza di essere vitale in quanto capace di respirare profondamente, sentire pienamente, ristabilire la naturale mobilità ed espressività dell’organismo, essere in contatto con la realtà del proprio modo di esistere e di rispondere emozionalmente.

Più una persona è emozionalmente disturbata più è lontana dal contatto con il proprio corpo, non è radicata nella propria realtà interna ed esterna, non ha "i piedi per terra", e, nella misura in cui non è radicata, ha una vita irreale, può crearsi illusioni sul proprio conto, può proiettare i propri problemi sugli altri. Spesso questi aspetti sono molto difficili da scoprire, un individuo "grounded" non cerca di gonfiare il proprio io, non lotta per il potere ma mantiene il legame con la realtà basilare della sua vita, sa chi è e dove è, e può riconoscere e accettare la sua fondamentale debolezza di natura umana.

L’elemento fortemente innovativo che contraddistingue l’analisi bioenergetica è proprio il concetto di "grounding", la posizione in piedi assunta dal paziente. Il paziente non conoscerà soltanto la posizione sdraiata, funzionale a raggiungere esperienze di tipo regressivo, ma anche il lavoro di indagine psicocorporea sulla sua capacità di stare in piedi e di muoversi nell’ambiente che fa parte della sua attuale condizione adulta di indipendenza e maturità, e ne favorisce quindi lo sviluppo dell’autonomia dell’Io.

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Jacaranda Fest

  • Hanami, la contemplazione dei fiori degli alberi da frutto
  • Festa della primavera e stagioni
  • Festa della gioia
  • Festa della luna piena
  • Festa del sole
  • Wesak
  • Festa del buio
  • Festa luce
  • Festa degli animali
  • Festa della natura
  • Festa dei fiori
  • Festa delle meraviglie
  • Festa dei bambini
  • Festa delle stelle
  • Festa degli esseri umani
  • Festa dei minerali e pietre
  • Festa della musica
  • Festa di capodanno
  • Festa delle lanterne

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Jacaranda Center

Via Ramondetta, 21-23
Valverde (CT), Italy

Cell.: +39 392 380 08 64
E-mail: info@jacarandacenter.it
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